Lecce,
una piccola città del sud Italia, color crema, con il suo centro
storico che profuma d’incenso e pietra. Dai balconi e terrazzi in fiore,
i puttini barocchi fanno capolino con i loro riccioli scolpiti e le
chiese, tante chiese, postazioni di silenzio e contemplazione durante le
passeggiate insieme a Martin Widmark. Si conoscono tutti nel piccolo
centro e ci si ritrova al bar per un caffè veloce. «Sei straniero e lo
capisci dal modo in cui ti sorride la gente come volesse accudirti,
orgogliosa di tutte le meraviglie da offrire per sorprenderti» dice
Martin che in questo viaggio ha conosciuto Antonio, un gigante buono che
ti prende la mano tra le sue enormi mani per accoglierti. «Di passaggio
dalla sua bottega» dice lo scrittore svedese «un déjà vu, come
andare a ritroso nel tempo a rivivere quei luoghi dove gli artisti
italiani hanno reso il loro paese un patrimonio d’inestimabile valore.
E’ l’umiltà di questo grande artista ad avermi impressionato» continua
«capivo di essere di fronte ad un vero talento. Mi ha parlato di lui,
delle sue intuizioni, studi e passioni per plasmare la materia con la
luce negli occhi, la stessa di chi è innamorato. Generoso a svelarmi i
segreti della sua arte e, a tratti, timoroso di apparire immodesto;
capivo, capivo ogni cosa nonostante il mio italiano perché bastava
osservare le espressioni benevole del suo viso e le sue mani a
ripercorrere ogni forma scolpita». Tanti i volti, le forme, nel mondo di
Antonio Miglietta, impresse anche come fossili, gli stessi incisi nella
mente e riprodotti nella materia. L’amore per sua nonna e il suo grande ventre ritratto come un’enorme forma di pane circolare, lasciato essiccare sul soffitto.
La
sua bottega, sostiene Martin: «è un luogo senza tempo, come
appartenesse ad un vissuto onirico dal quale ti risvegli sorpreso dai
viaggi che puoi ripercorrere con la mente. Antonio Miglietta è oggi, per
me, l’artista italiano al pari di Michelangelo, del Bernini e sono
onorato di essergli amico».
E’
lo stesso autore svedese ad avermi chiesto la possibilità di
immortalare e pubblicare questo meraviglioso incontro, sostenendo:
«questo mio contributo è solo un piccolo gesto di riconoscenza per tutta
la bellezza che Antonio mi ha donato».
Dopo oltre dieci anni d'interscambio con la Svezia, di paziente formazione eassiduo
lavoro dietro le quinte, coordinando autori nazionali e svedesi, nasce
BRO che in svedese significa ponte (tra Italia e Svezia).
Un
ponte lungo fino alla Svezia per farvi conoscere autori svedesi e
tutte le news di un paese che promuove e tutela la cultura come una
delle maggiori risorse per crescere insieme.
Domenica,
1° Maggio, Martin Widmark sarà ospite del Comune di Lecce per
incontrare le famiglie presso la sala conferenze dell'ex convento dei
Teatini, inizio ore 17.00, per scoprire insieme le avvincenti avventure
de “Il Mistero della Caffetteria Marsala“.
A presentare l’evento sarà Milena Galeoto, traduttrice, coordinatrice e referente italiana di Martin Widmark.
L’invito è esteso a tutti, grandi e bambini, un appuntamento davver...o intrigante perché giocando, Milena e Martin vi sveleranno le linee guida per scrivere un giallo di successo!
- Il mistero della caffetteria Marsala - Chi
poteva immaginare che nella piccola caffetteria della graziosa
cittadina di Vallebella, potessero compiersi tali reati. Eppure è
proprio così, tra profumo di caffè e di cioccolata, brioche appena
sfornate e ciambelle calde, Max e Lara cercano di capire chi sia a
seminare il panico e il terrore nella tranquilla comunità. Tra sospetti,
equivoci, brillanti intuizioni e inaspettati colpi di scena, si svolge
lo strano caso della Caffetteria Marsala. Ma alla fine, come al solito, i
due geniali giovani investigatori riusciranno a mettere l’impacciato
ispettore della polizia, sulle tracce di un altro criminale. Così la
pace e la tranquillità torneranno a regnare a Vallebella.
Martin Widmark, scrittore svedese, nato nel 1961 a Linköping ma residente a Stoccolma dagli anni ottanta. Ha insegnato per un decennio alla scuola elementare, la Bredbyskolan, di Rinkeby, periferia di Stoccolma, frequentata soprattutto da bambini stranieri, sviluppando una valida metodologia per insegnare, successivamente, lo svedese nelle scuole per immigrati, divulgando i suoi efficaci metodi didattici anche attraverso la scrittura.
Martin Widmark è oggi uno dei giganti della letteratura per ragazzi in Europa, soprannominato l' Agatha Christie dei bambini.
Fino ad oggi i suoi libri hanno venduto più di 2 milioni di copie nella sola Svezia.
I suoi gialli e la serie dell’agente antimostri Nelly Rapp, sono stati tradotti in 25 lingue.
Ha vinto per 7 anni consecutivi il Bokjuryn, un premio letterario svedese dove i bambini e i giovani di età compresa tra 0 e 19 anni, votano i loro libri preferiti.
Lui è lo scrittore più richiesto nei prestiti bibliotecari del suo paese, superando di gran lunga la leggendaria Astrid Lindgren.
La serie Lasse-Maja detektivbyrå, tradotta in Italia come Max & Lara investigatori privati, è un genere molto stimolante per i piccoli lettori perché alimenta in loro la curiosità di voler scoprire il responsabile del reato, dando vita a personali ipotesi. Le storie sono scritte in maniera scorrevole, ironica, elaborate attraverso una logica complessa, mettendo in luce le fragilità umane, stimolando nei più piccoli, lo spirito critico e il proprio punto di vista.
Milena Galeoto è la traduttrice, coordinatrice e referente italiana di Martin Widmark. Nel 2002, durante un lavoro di tesi sulla scuola svedese, ha conosciuto lo scrittore, all’epoca docente di lingua svedese per immigrati e da allora, interagisce con l’autore per portare i suoi gialli in giro per le scuole italiane.
BRO è il nome che ha coniato per promuovere un ponte (bro) d’interscambio culturale tra Italia e Svezia, essendo sostenitrice del sistema educativo svedese che divulga attraverso i suoi laboratori creativi, in veste di pedagogista e esperta dei processi formativi.
Allora di ogni persona ce n’è solo una al mondo?» domandò Ben. «Sì, ce n’è solo una» disse la mamma. «E perciò sono tutti soli?» «Sono un po’ soli ma sono anche un po’ insieme. Sono sia uno sia l’altro.» «Ecco,
prendi te ad esempio. Tu sei unico» spiegò la mamma «e anch’io sono
unica, ma se ti abbraccio non sei più solo e nemmeno io sono... più sola.» «Allora abbracciami» disse Ben stringendosi alla mamma. Lei lo tenne stretto. Sentiva il cuore di Ben che batteva. Anche Ben sentiva il cuore della mamma e l’abbracciò forte forte. “Adesso non sono più solo” pensò mentre l’abbracciava. “Adesso non sono solo… Adesso non sono solo!” «Vedi» gli sussurrò mamma «proprio per questo hanno inventato l’abbraccio.»
(da
Hachibuk - L'abbraccio, in Ruti vuole dormire e altre storie di David
Grossman, traduzione di Alessandra Shomroni, illustrazione di Giulia
Orecchia)
Una valigia dimenticata è adesso dimora di storie e futuri incontri.
Ecco
dove porterò gli autori di libri per bambini che curo, in giro per le scuole, librerie ed eventi
culturali con simpatici workshop. Una valigia carica di storie,
esperienza e la possibilità di crescere sempre, attraverso l'incontro
con gli altri, grandi e bambini.
Le
PuPezze del cuore nascono dalla volontà di voler coniugare la creatività con la
sensibilizzazione verso tematiche fondamentali per il nostro territorio:
l’educazione al rispetto per l’ambiente e l’integrazione, intesa anche come
occasione d’incontro culturale. Ogni
PuPezza ha l’originalità di essere
unica, realizzata con parti di vecchi golfini, bottoni, fili di lana per
capelli o orecchie di stoffa, e tulle, e nastri che non mancano mai nelle
nostre case, raccolti spesso nelle scatole delle cianfrusaglie. Si
riporta alla luce un’antica arte, quella di confezionare i propri giocattoli,
cuciti col cuore e conservati nel tempo come cari ricordi. Le
Pupezze del cuore danno la
possibilità di mettere più generazioni a confronto. Protagonisti i bambini
insieme ai loro genitori o adulti di riferimento, a dar vita alla loro PuPezza che nasce, dapprima, attraverso
il disegno di ciascun bambino e realizzata, successivamente, dall’adulto col
quale condivide questa esperienza. Questi manufatti
hanno la forma di quella fantasia senza schemi, filtri, propria dell’infanzia. In
questa dimensione sia adulti che bambini vengono sensibilizzati al reciproco
ascolto, attraverso un’ esperienza pregna di
significati profondi dal punto di vista affettivo, emozionale ed educativo. La
realizzazione delle Pupezze mostra, infatti, quanto sia possibile concretizzare
le proprie idee, sogni, attraverso l’impegno e la cooperazione, superando
quell’individualismo che caratterizza la nostra società odierna, riportando
alla luce il valore dell’altro e il reciproco rispetto e sostegno. Milena Galeoto
4- 5 - 6 Marzo 2011 al Catello Carlo V di Lecce dalle ore 17 alle 20
Questo
laboratorio ha come principali finalità, l’educazione all’ecologia,
l’interazione e la collaborazione tra i partecipanti, grandi e bambini.
Un’occasione di socializzazione e responsabilizzazione verso tematiche
fondamentali per il nostro territorio: il rispetto per l’ambiente e l’integrazione sociale.
E’
un 'occasione d’incontro, in un epoca dove si ha spesso difficoltà a
trovare il tempo necessario per scambi significativi, che nascono
attraverso attività creative, dove ognuno porta con sé la propria
storia ed esperienza.
Un' occasione che vede partecipi, bambini insieme ai genitori o nonni o figure familiari significanti.
Il
numero massimo dei partecipanti previsto è di 20 bambini (dai 3 ai 7
anni) accompagnati almeno da un adulto col quale realizzerà il manufatto
previsto.
Si tratta di personaggi di stoffa che hanno la forma della fantasia.
Ogni
PuPezza ha l’originalità di essere unica, realizzata con parti di
vecchi golfini, bottoni (non importa se uguali), fili di lana per
capelli o orecchie di stoffa, e tulle, e nastri che non mancano mai
nelle nostre case, raccolti spesso nelle scatole delle cianfrusaglie.
Si
riporta alla luce un’antica arte, quella di confezionare i propri
giocattoli, cuciti col cuore e conservati nel tempo come cari ricordi.
E’
questo che le nonne o le mamme un tempo facevano perché i maglioni
tramandati da fratello a fratello, era un peccato buttarli e il nuovo
arrivato, riceveva il suo balocco, morbido da abbracciare.
Un gesto pieno di sapienza e affetto, tali da rendere prezioso questo dono.
Sono le PuPezze del cuore
a farci ritrovare quest’antica gestualità, restituendo alla nostra
quotidianità affannosa, un momento di riflessione, di unione, di
memoria.
Perché quel bambino che è in noi, ritorni a rivedere il
mondo attraverso questi semplici gesti, riconsiderando il valore delle
piccole cose che è inestimabile.
Questa idea è nata dall'incontro Milena Galeoto, pedagogista, creativa ed esperta dei processi formativi e Irene Ester Leo, poetessa e scrittrice salentina, dottore
in Beni Culturali, maestro d’arte applicata.
E’ stata immediata la
volontà di far conoscere ed insegnare agli altri la possibilità di
crearsi una PuPezza personalizzata, attraverso un laboratorio che
rispetti un approccio formativo, didattico, socialmente aggregante.
Un
cartone animato realizzato dai bambini delle classi I e II della Scuola
Primaria Acuto di Mirabello, un comune che ha istituito il Consiglio
Comunale dei Bambini. Un'iniziativa fatta in collaborazione tra Comune e Scuola, pensata per i
cittadini di oggi e di domani, coinvolgendo la popolazione nell'attività democratica del Comune, fin da bambini.
Di Martin Widmark, traduzione a cura di Milena Galeoto
L'avventuradi un giovane ragazzoalla ricerca dei suoi genitori per liberarli da unalunga prigionia. Al suofianco,tre straordinarie fiere chehannogiuratoeterna fedeltàaluiealla sua famiglia.
Libro I -Il Diavolo danzante-
Tyko
Flores è un ragazzino che vive in schiavitù nelle miniere e scopre che è
l'unico in grado di entrare nei Tre Mondi. Insieme al suo amico Julius
iniziano il loro viaggio per trovare il passaggio giusto che li condurrà
nel nuovo mondo per liberare la madre di Tyko.
Tyko
Flores presto compirà quattordici anni e ha trascorso tutta la sua vita
in schiavitù giù nelle miniere d'argento insieme ad altri orfani.
Una
notte sogna di una gazza che gli mostra l’enigma misterioso di una
maledizione che può essere spezzata per liberare una madre dal dolore.
Tyko non capisce il sogno che lo ossessiona e presto con sua grande
meraviglia scopre che qualcuno vuole incontrarlo fuori dalla miniera.
Tyko decide di fuggire per incontrare questo misterioso personaggio.
Inaspettatamente sarà accompagnato da un altro orfano: l’esile e
determinato Julius.
Una volta in superficie Tyko e Julius vengono presi in una società segreta di Geografi che hanno scoperto tre mondi, ma non sanno come entrarci: il loro mondo Communae Sphaere, governato dal Conte Mazoo, il terribile Diavolo danzante, il Secondo Mondo, Il Mondo della Strada Rossa e il Terzo, il Pianeta Oscuro.
A
Tyko viene consegnato un libro che in seguito salverà la sua vita e
una lettera sigillata , indirizzata a lui per essere aperta il giorno
del suo quattordicesimo compleanno. Il libro indica a Tyko di correre
alla Piazza dei Due Fratelli.
A poco a poco il ragazzo comprende che l'enigma di quella strana gazza e il libro, parlano proprio di lui e di sua madre.
Tyko
e Julius iniziano un viaggio difficile per raggiungere la Piazza che
si narra trovarsi in uno dei tre mondi. Ma prima hanno bisogno di
trovare il passaggio segreto per passare al nuovo mondo. Per fare ciò,
Tyko e Julius ottengono l'aiuto di tre animali, la gazza, un topo e un
rospo.
Tra muffin, torte e tramezzini, si cerca di capire perchè le rapine accadono sempre quando nella cassa ci sono un
sacco di soldi...Sarà
Stefano Marsala il complice o la pasticcera Elsa Bernardi ad aver
avvertito i ladri quando in cassa c'erano i soldi per l'affitto... o la
stessa cassiera, forse Dino Panini che dietro la macchina del caffè
riesce ad osservare tutto?
Il giallo si fa complicato alla
caffetteria Marsala.
Quello che sappiamo è che tutti hanno un gran bisogno di denaro.
Un'altro giallo firmato Martin Widmark, prossimamente in Italia ...
10 semplici consigli per creare intorno al bambino un ambiente sereno
1. Costruite con il bambino le premesse per un dialogo
sincero, mostrandogli sempre la vostra disponibilità ad ascoltarlo in
modo attento e non giudicante. Fate capire a vostro figlio che con voi
può parlare di tutto, che qualsiasi cosa succeda siete sempre pronti ad
aiutarlo. In questo modo, nell’eventualità in cui sorgano problemi,
vostro figlio si sentirà libero di condividere le sue preoccupazioni con
voi;
2. Anche se il tempo a disposizione è poco, cercate sempre
di ritagliare dei momenti nell’arco della giornata da trascorrere
insieme, lasciando da parte altri problemi e pensieri e concedendovi un
po’ di calma e tranquillità;
3. Interessatevi e partecipate alle
attività del bambino, impegnatevi a conoscere le persone e i luoghi che
frequenta. Prestategli attenzione mentre gioca o fa i compiti, mentre
guardate la tv o naviga in Internet. Condividete interessi e hobby;
4.
Prestategli particolare attenzione nei momenti di crisi o di passaggio
(nascita di un fratello/sorella, ingresso in una nuova scuola, trasloco
della famiglia, separazione o divorzio, eventuali lutti, ecc.). Quando
siete ansiosi o preoccupati evitate il più possibile di trasmettergli
queste emozioni;
5. Cercate di favorire le occasioni di socializzazione con gli altri bambini, con parenti e amici;
6.
Fatelo sentire libero di manifestare le proprie emozioni, facendogli
capire che tutte le emozioni hanno il diritto di essere espresse (la
felicità come la tristezza). Insegnate al bambino a gestire le emozioni
negative: è importante che impari come affrontare le sconfitte e come
gestire l 'ansia, la rabbia , la tristezza.
7. Non sottoponete
il vostro bambino a richieste eccessive che finiscono per
responsabilizzarlo troppo, rischiando di farlo sentire inadeguato:
meglio evitare espressioni come “ormai sei grande”. Evitate di
giudicarlo o, peggio, ridicolizzare atteggiamenti e comportamenti che
sono normali per quell'età;
8. Rafforzate la fiducia del bambino
in se stesso e verso le altre figure di riferimento, come gli
insegnanti. Evitate di parlarne male di fronte a lui. Aiutatelo a
capire di quali persone può fidarsi e a quali può chiedere aiuto;
9.
Spesso per i bambini la dimensione del segreto è importante,
soprattutto nel rapporto con i coetanei. Ci sono però “segreti” che
riguardano episodi spiacevoli e che causano tristezza e disagio, o che
addirittura sono imposti con la minaccia: è importante che i genitori
facciano capire al bambino l’importanza di confidarsi con loro riguardo
a segreti di questo tipo;
10. Lasciate che i bambini
partecipino alle decisioni della vita famiiare che li riguardano. Dire
la propria opinione non significa essere sempre accontentati e aiuta a
sviluppare indipendenza e autonomia.
Perchè nessun bambino debba più sentirsi dire: non ti impegni, sei pigro, sei un pasticcione o, peggio ancora, sei un asino! Perchè nessun adolescente dislessico
debba più sopportare l’umiliazione e la sofferenza di essere bocciato
nonostante il suo impegno. Perchè gli strumenti compensativi e
dispensativi siano solo un modo per far riflettere gli insegnanti che ci
sono modi “altri” di fare didattica. Perchè nessuna famiglia debba più portare il peso silenzioso di sentirsi inadeguata. Perchè nessuno debba più scherzare usando il termine “dislessico” per offendere e deridere qualcuno! Perchè la legge, che è da poco stata approvata, possa portare ad un nuovo modo di vedere le cose!
In ogni casa, ormai, siamo pieni di cartoni, tra computer, stampanti, grandi elettrodomestici. Vengono conservati nei ripostigli e al momento giusto, possono trasformarsi in occasione per mettere a frutto la creatività. Passare un pomeriggio invernale con i nostri piccoli, colorando, ritagliando e sistemando la casa dei loro sogni che diventerà presto dimora delle loro bambole e peluche, non ha prezzo.
Se la scatola è stampata e di cartone lucido, è possibile passarci sopra della tempera bianca o semplicemente rivestirla con carta d'imballaggio.
Decorarla insieme a loro da vita ad una spensierata attività che stimola partecipazione e impegno.
Volete mettere, una casa fatta con le vostre mani rispetto ad una casa di plastica preconfezionata, senza poesia?
La casa delle bambole
Impariamo dai bambini, insieme a loro a rendere preziose le semplici cose, mettendo in atto il rispetto per l'ambiente, riciclando il materiale che abbiamo a disposizione.
Un simpatico modo per avvicinare i più piccoli all'opera, attraverso una divertente animazione che accompaga la maestosità corale di questo genere musicale.
Quando
giri per Lecce, riconosci il barocco, il sapore del pasticciotto e i
personaggi di Pietro Galeoto, non c'è evento, luogo, icona o pubblicità
di aziende locali che non siano state illustrate da lui. Immagini,
ormai storiche, che ti ritrovi di fronte, per strada e senti subito la
sua presenza, aria di familiarità.... E poi la gente che mi ferma e mi chiede di lui: comu no, lu Pietro, quiddu delle zia Tetta, ca disegna le fimmine randi e tunde. E' un incanto ogni volta ritrovarsi di fronte alle sue generose immagini.
Come ogni mattina, accompagno la mia bambina a scuola, è autunno e ci
divertiamo a sentire il rumore delle foglie secche sotto i nostri
piedi.
Ci sono alberi giganti intorno alla scuola e lo sguardo di Giorgia si perde tra i rami che accarezzano il cielo.
Mi
dico, che fortuna che ci sia questo enorme giardino con i giochi, così i
bambini possono rilassarsi, anche semplicemente guardando fuori la
finestra, nei giorni freddi.
Ogni bambino ha il diritto di toccare
la natura, di annusarla, ha il diritto di avere uno spazio esterno per
correre e respirare aria di sole.
Questo è uno dei motivi che mi
porta a sorvolare sul sovraffollamento delle piccole classi: 27/30
bambini per classe di tutte le età (dai 3 ai 5 anni).
Non importa,
mi dico, nostra figlia ha l’attenzione di noi genitori che veniamo
incontro alla scuola, dove non arrivano le insegnanti, ci siamo noi a
sostenerla.
Amiamo tanto la nostra piccola scuola di piazza
Partigiani, orgogliosa Giorgia si ferma davanti al cancello, anche di
domenica per mostrarla alla nonna, dice: lo vedi quell’albero, si chiama
quercia, lì c’è la mia classe e quest’anno abbiamo raccolto con la
maestra, le foglie gialle.
Se la gente conoscesse la consapevolezza dei bambini, avrebbe più rispetto per i loro spazi.
Invece,
no… Una mattina, davanti al cancello, ci siamo ritrovati un manifesto
con un articolo ritagliato dal quotidiano, c’era scritto: ADDIO ALLA
MATERNA DI PIAZZA PARTIGIANI, la maggioranza di centro destra del
palazzo Carafa, ha deciso: La celebre scuola materna di Piazza
Partigiani non sarà più luogo di riferimento per i bambini del
quartiere. Il consiglio comunale di martedì scorso ha infatti previsto
la sua cancellazione e la vendita a privati del lotto (circa 5mila metri
quadrati di terreno) al fine di realizzare edilizia residenziale.
Secondo gli stessi, ci sarebbe troppo spazio sprecato…
Atterrita
dalla notizia, ancora adesso non riesco a capacitarmi del fatto che
l’essere umano consideri un giardino, lo spazio per i bambini, un luogo
sprecato.
Mi chiedo, di quale civiltà parliamo, è possibile
definirci civili se sorvoliamo i diritti imprescindibili dei nostri
figli, di poter vivere ancora luoghi naturali, riconoscere gli alberi,
calpestare le foglie, avere lo spazio per correre e sentirsi liberi…
Fermare il Tempo? Non si può. Il mondo del Terzo Millennio corre, corre,
corre, corre. Tanto da farci dimenticare perfino le cose belle e a
misura d'uomo, come il gusto della buona tavola, unito al piacere di
donare ai propri cari pietanze e leccornie che riportano tra noi
l'armonia del tempo andato. Ricordate quei profumi speziati che
avvolgevano i gornidelle feste comandate? E il risveglio della domenica
odorosa di ... "purpette allu sugo"? Ma oggi è Natale e in questa magica
atmosfera, la tradizione si rinnova facendoci ritrovare profumi e
sapori che ci sembrano perduti per sempre.
Coraggio allora, ai
fornelli. Magari con l'aiuto della cara "zia Tetta", donna del popolo e
dai sani principi, sempre pronta a dar conforto e per nulla gelosa delle
sue preziose ricette - ingredienti genuini e gusto prelibato - che
racchiudono cultura, colori e memoria della nostra generosa terra.
Testi di Milena Galeoto
Illustrazioni e grafica di Pietro Galeoto
Frankenstein, uno dei libri della serie delle avventure di Nelly Rapp
Nelly Rapp è una vispa bambina, divenuta agente antimostri (agente numero
10), con il suo immancabile compagno d'avventure, un simpatico e pigro
bassotto.
La sua maestra dell'Accademia antimostri è Lena-Sleva, una vecchietta con gli occhiali piccoli e rotondi, un maglione verde e un vecchio cappello di paglia sulla testa.
Lei è quel genere di nonnina simpatica alla quale cedi il tuo posto sull’autobus:
- Prego, prego, gentile signora, si sieda, dicono gli altri passeggeri.
- Oh, mille grazie, risponde LENA-SLEVA, felicissima del suo ruolo di “nonnina”!
Loro non immaginano chi sia in realtà.
Lena-Sleva si avvicinò e con il suo dito indice mi picchiettò la fronte:
- non dimenticare, adesso, che le cose più importanti ce l’hai qui,
dentro la tua testolina. E ricordati sempre le tre magiche parole:
calma, istruzione.
-E astuzia, aggiunsi io.
-Esattamente, rispose Lena-Sleva – soddisfatta.
Senza astuzia, non inganni nessuno.
Senza calma diventi paurosa e nervosa.
Senza istruzione, non sai nulla del tuo avversario.
Ci sono molti pericoli che minacciano il nostro mondo.
Ci sono per
esempio “i Frankestein”: sono delle creature che sembrano normalissimi
esseri umani. Ma li manca il collegamento fra il cuore e il cervello e
perciò sono assolutamente insensibili.
“I Lupi mannari”: sono normali esseri umani ma quando c’è la luna piena, si trasformano in bestie pelose.
“I mostri delle cloache”: questi viscidi esseri, vivono nei grandi sotterranei, sotto le nostre città.
A volte, escono dai loro nascondigli e cercano di tirar giù con loro degli esseri umani.
Nelly ha dovuto imparare a riconoscere questi e tanti altri e a combatterli
Autore,
Martin Widmark. Illustrazioni di Christina Alvner. Traduzioni e
coordinamento
editoriale, Milena Galeoto.
Christina Alvner (nata nel 1954 a Fagersta) è un illustratrice e scrittrice svedese.
Ha
seguito una formazione artistica presso la scuola di Gerlesborgs e
presso il College of Art. Lavora come illustratrice
freelance.
E' lei la creatrice della simpatica Nelly Rapp agente antimostri di Martin Widmark. http://illustratorcentrum.se/medlem/christina-alvner.html
Alla
vigilia di Natale, la distinta famiglia Impero arriva all'Albergo
Centrale di Vallebella, accompagnata da un prezioso bassotto cinese. Il
personale dell'hotel sta organizzando i tradizionali festeggiamenti
natalizi, ma ben presto arrivano i problemi... e Max e Lara si ritrovano
di nuovo coinvolti in un caso diffici...le! Un poliziesco emozionante e di facile lettura con tante illustrazioni divertenti. Nord-Sud edizioni.
Un panetto di argilla sugli scaffali di Brico, un chilo del valore di 4 euro per dar vita ad una miriade di idee. Semplici addobbi, segnaposti e decorazioni per le confenzioni di dolci fatti in casa: perchè questo Natale sia messaggio di originalità, semplicità e affetto sincero.
I regali, quelli facciamoli ai bambini perchè si conservi quella magia, quell'attesa che rende prezioso ogni dono.
Ai
primi colloqui di scuola materna, le maestre mi mostrano il
raccoglitore dei disegni fatti in classe...
Disegni?
Fotocopie riempite
(dalle stesse maestre), collage ordinati, un quaderno anonimo, da dirli:
"Brave, siete state brave a fare i collage e a non essere uscite con i
colori fuori dal bordo".
Questa è la nostra scuola? Che fine hanno fatto gli scarabocchi, la creatività? Come è possibile interpretare la libera espressione di ciascun bambino se lo si constringe a colorare dentro i bordi di figure stampate?
Da queste esperienze si deduce di quanto la scuola in questione, poco s'interessa di monitorare la crescita di ciascun bambino, attraverso il proprio modo di esprimersi ed interpretare la realtà. Condizioni fondamentali per rilevare elementi formativi, utili anche per creare una significativa interazione con la famiglia.
E' triste sfogliare pagine e pagine di stampe colorate e collage riempiti in modo ordinato, perfetto, sicuramente opera delle stesse insegnanti che frettolosamente rispondono alle scadenze dei programmi.
L'intervento diretto dell'insegnante dovrebbe muovere da un ascolto iniziale delle
esperienze, dei desideri e delle proposte infantili per una successiva
elaborazione e una restituzione in chiave progettuale; con temi da
sviluppare, storie da inventare, prodotti da fare in gruppo. Tali
obiettivi si perseguono attraverso la predisposizione di un ambiente che stimoli la fantasia, l'immaginazione e la creatività, l'uso
attento di immagini e stimoli, l'offerta di una differenziata gamma di
esperienze, quali: esplorare la realtà fisica e manipolare materiali,
organizzare, modificare, progettare interventi sull'ambiente; osservare,
analizzare, rappresentare la realtà scolastica ed extra-scolastica;
vivere in un ambiente esteticamente ed artisticamente valido.
Quali sono le finalità della scuola materna e in che modo vengono sviluppate, perchè non comunicare questo alle famiglie, più che mostrare un quaderno anonimo? E perchè molti genitori sono sfuggenti di fronte a queste tematiche fondamentali che riguardano i propri figli?
Le prime esperienze scolastiche segnano l'approccio formativo dei nostri figli, è proprio durante la scuola dell'infanzia che dovremmo pretendere maggiori chiarimenti.
Quali sono le finalità di una scuola materna?
1) Maturazione dell'identità
Una tale prospettiva formativa richiede e sollecita il radicamento nel
bambino dei necessari atteggiamenti di sicurezza, di stima di sé, di
fiducia nelle proprie capacità, motivazione alla curiosità; richiede
inoltre l'apprendimento a vivere in modo equilibrato e positivo i propri
stati affettivi, ad esprimere e controllare i propri sentimenti e le
proprie emozioni, nonché a rendersi sensibile a quelli degli altri.
Analogamente, la scuola dell'infanzia rappresenta di per sé un luogo
particolarmente adatto a orientare il bambino e la bambina a riconoscere
ed apprezzare l'identità personale in quanto connessa alle differenze
fra i sessi, ed insieme a cogliere la propria identità culturale ed i
valori specifici della comunità di appartenenza, non in forma esclusiva
ed etnocentrica, ma in vista della comprensione di comunità e culture
diverse dalla propria.
2)Conquista dell'autonomia
Tale conquista richiede che venga sviluppata nel bambino la capacità di
orientarsi e di compiere scelte autonome in contesti relazionali e
normativi diversi, nel necessario riconoscimento delle dipendenze
esistenti ed operanti nella concretezza dell'ambiente naturale e
sociale. Ciò significa che il bambino si rende disponibile
all'interazione costruttiva con il diverso da sé e con il nuovo,
aprendosi alla scoperta, all'interiorizzazione ed al rispetto pratico di
valori universalmente condivisibili, quali la libertà, il rispetto di sé,
degli altri e dell'ambiente, la solidarietà, la giustizia e l'impegno
ad agire per il bene comune. Appare importante sviluppare nel bambino la
libertà di pensiero, anche come rispetto della divergenza personale,
consentendogli di cogliere il senso delle sue azioni nello spazio e nel
tempo e di prendere coscienza della realtà nonché della possibilità
di considerarla e di modificarla sotto diversi punti di vista.
c) Sviluppo della competenza
La scuola
dell'infanzia dovrebbe consolidare nel bambino le abilità sensoriali, percettive,
motorie, linguistiche e intellettive, impegnandolo nelle prime forme di
riorganizzazione dell'esperienza e di esplorazione e ricostruzione della
realtà.
Inoltre dovrebbe stimolare il bambino alla produzione ed interpretazione di
messaggi, testi e situazioni, mediante l'utilizzazione di una molteplicità di strumenti linguistici e di capacità rappresentative. Dovrebbe valorizzare l'intuizione,
l'immaginazione e l'intelligenza creativa per lo sviluppo del senso
estetico e del pensiero logico.
La
scuola materna si deve avvalere di tutte le strategie e le strumentazioni
che consentono di orientare, sostenere e guidare proceduralmente lo
sviluppo e l'apprendimento del bambino.
Toccante film realizzato da Roberto Faenza, tratto dal romanzo autobiografico di Jona Oberski, intitolato Anni d'infanzia. Colonna sonora di Ennio Morricone.
"Anche se andassi nella valle della morte
non temerei male alcuno,
perchè tu sei sempre con me. Perchè tu sei il mio appoggio, il posto più sicuro per me.
Al tuo cospetto io mi sento tranquillo".
- La maestra ci faceva cantare, ma io non riuscivo perchè non capivo le parole...
"C'era una volta..." e ha inizio l'avventura. Tra il buio degli abissi e il cielo terso dell'estate, il profumo del mare e la "Tramontana" cattiva, folletti rinchiusi, chiavi nascoste, isole fantastiche e desideri da esprimere. L'amicizia è coraggio......, e così, al largo di un placido porticciolo dai colori mediterranei, prende vita e si dipana l'avventura di tre amici che insieme vinceranno le proprie paure. La delfina Onda sfiderà il feroce squalo nero e il merlo Brezza riuscirà a finalmente a spiccare il primo volo della sua vita e, insieme al saggio pescatore, affronteranno la crudele strega Tramontana restituiranno la libertà ai folletti imprigionati nel castello. Il cielo, la terra e il mare si incontrano nel luogo dell'amicizia, un luogo dove tutto è possibile e dove il cielo della Svezia si è incontrato con il mare della Puglia.
Dall'alto del cielo al fondo del mare di Martin Widmark Illustrazion di Pietro Galeoto Musica di Mats Sundin Animazione e montaggio video di Marco Trisorio Coordinamento editoriale di Milena Galeoto
Max e Lara investigatori privati, finalmente in Italia!
Con i loro avvincenti misteri da risolvere a Vallebella, un piccolo paese dove tutti si conoscono.
La serie di gialli per ragazzi che ha spopolato in diversi paesi, adesso anche in Italia:
"Mistero in albergo " e"I diamanti scomparsi"
Editi dalla casa editrice Nord-Sud della Salani
Nella sola Svezia
[oltre 1.000.000 di copie vendute!]
Tradotti in ben 24 lingue.
Tanto da essere stati scelti per una produzione cinematografica e televisiva.
Dove i piccoli investigatori sono interpretati dai piccoli attori: Skådespelarna Matilda Gran e Theodor Runsjö.
Un
successo che ha reso Martin Widmark uno dei giganti della narrativa
europea, soprannominato, l' Agata Christie dei bambini...
Non è difficile capire perché
-- i suoi libri sono facili da leggere, ma difficili da risolvere! -
Max e Lara, disegnati dalla geniale illustratrice Helena Willis
Max e Lara, investigatori privati di Martin Widmark
Illustrazioni di Helena Willis
Musica di Mats Sundin
Coordinamento editoriale a cura di Milena Galeoto
Montaggio video di Marco Trisorio
Percorsi ondosi attraverso la letteratura, le arti e la cultura.
Su Radio Prima (Belgio), Radio Valdarno e Quanta Radio. Un programma in
italiano con spazi dedicati alla francofonia.
Ospite di Ondivago, intervistata da Max Ponte nella puntata sulla narrativa per ragazzi.
Questa è una storia che parla di desideri.
Sai, il desiderio è quel sentimento che hai quando vuoi tanto qualcosa -- quello si chiama "desiderio". Immagino che hai avuto tanti desideri in vita tua. E' vero? Questa storia, però, non riguarda desideri ordinari. No, parla di desideri che non sapevi di avere. E, soprattutto... puoi desiderare qualcosa che hai già? Vediamo.
Guarda quella grande città con quelle alte costruzioni e strade affollate. La vedi? Auto che strombazzano, motociclette e autobus diretti qua e la. Puoi ascoltarli? Ogni cosa è così grande, così rumorosa e caotica. Ogni cosa? No...se guardi più da vicino, puoi vedere uno spazio verde proprio tra quei palazzi grigi e quella grande gru. Lo vedi? E' un parco. E'
il Parco dei Desideri. Si dice che gli alberi in questo parco siano
molto più vecchi della stessa città. E si dice anche che una volta ci
viveva un Genio da qualche parte, tra gli alberi nel parco. Forse è
soltanto una vecchia leggenda perché nessuno l'ha mai visto.
Quando ti addentri nel parco, il rumore della città lentamente svanisce. Adesso
ascolta il cinguettio degli uccelli, lo ascolti? E il prato è così
verde e così soffice sotto i tuoi piedi che desideri toglierti le
scarpe. Lo senti sotto i tuoi piedi scalzi?
-Non osare calpestare il mio prato! Grida un uomo improvvisamente.
E' il signor Urbano, il guardiano del parco. E' molto severo ed è sempre infuriato. Così, tieni un occhio su di lui, va bene? Vedi quella piccola fontana laggiù? Sì, quella bianca con la donna che regge due vasi. E' la fontana dei desideri. I visitatori del parco gettano le monete nell'acqua ed esprimono un desiderio. Ecco perché questo parco è chiamato il Parco dei Desideri. Ma guarda! Dietro la fontana si nascondono due bambini. Li vedi? Sono Ruben e Rebecca. Qui ha inizio la loro meravigliosa avventura.
Il Parco dei desideri di Martin Widmark Ilustrazioni e montaggio video di Marco Trisorio Musica di Mats Sundin Traduzione e coordinamento editoriale a cura di Milena Galeoto
A gennaio 2011, in Svezia, in uscita la prima trilogia firmata Martin Widmark, prossimamente, ci auguriamo, anche in Italia.
Intanto, mi aspetta un massiccio lavoro di traduzione e adattamento.
Milena Galeoto