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venerdì 28 dicembre 2012

Fuori dal gregge, una pecora arcobaleno per dire NO agli stereotipi di genere



Fuori dal gregge, una pecora arcobaleno per dire NO agli stereotipi di genere
E' lei, la pecora filosofa Theodor Adorno di nazionalità tedesca, a dirci:
"La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta”

Le Pecore Filosofe nascono da un desiderio di provocazione filosofica, invitando quell'animale che per definizione è il simbolo di chi non pensa con la sua testa ad uscire dal gregge cercando nuove angolazioni da cui guardare alle cose, prendendo le distanze dal pensiero unico che non ammette sfumature ma ama restare in superficie, e trovando il coraggio di esprimere e difendere le proprie idee, non in maniera solipsistica o narcisistica, ma restando dentro e fuori il proprio gregge allo stesso tempo. Aspetto, questo, non secondario, che anzi rappresenta la parte più difficile nel processo di costruzione della propria identità: la ricerca di equilibrio tra il desiderio di approvazione all'interno di un gruppo ("gregge") e l'istinto di affermare se stessi al di fuori di ruoli precostituiti.

Nel mondo delle Pecore Filosofe il concetto di pecora nera, simbolo del negativo, prigione di significati che condannano la diversità e riassunto di una realtà che vede come positivo tutto ciò che rientra nei luoghi del noto ed è accettato da tempo e da molti, acquista una nuova dignità, che non si riduce alla semplice accettazione, ma che restituisce al pensiero critico e alla diversità, intesa come unicità di ogni singolo individuo, un valore formativo ed auto formativo. La “pecora nera” suggerisce il valore che il coraggio delle proprie idee ha nella costruzione (e ricostruzione) dell'identità, nella presa di coscienza di ciò che siamo e del senso che assume per noi la vita. Un coraggio che può però nascere ed avere un valore solo dal confronto all'interno del gregge, che perde anch’esso la sua etichetta negativa per trasformarsi in contenitore di differenze, palcoscenico di prospettive, palestra di sguardi sul mondo; a patto che ogni pecora del gregge scelga di vestire i panni di pecora nera e con la speranza che un giorno il colore di ogni pecora diventi una questione irrilevante.

La Pecora Arcobaleno rappresenta l'evoluzione della pecora nera che, una volta affermata la sua differenza come costitutiva della sua unicità, deve poter trovare il suo posto tra tutte le sfumature, tutti i modi e tutti i mondi possibili (direbbe la pecora Leibniz), portando così nel gregge un messaggio importante: che la libertà non è un concetto chiuso e autodefinito, ma un valore costruito e nutrito con altri valori, come il rispetto, la tolleranza, l'accoglienza, la relazione, il confronto, lo scambio, l'apertura. Fino a quando ignoreremo questo, non saremo davvero liberi ma schiavi dell'illusione di libertà.

L'ideatrice è Maria Luisa Petruccelli


Consulente filosofico, si occupa da quasi dieci anni di formazione e della diffusione delle pratiche filosofiche attraverso la realizzazione di progetti rivolti ai gruppi, e di percorsi mirati rivolti alla persona. Nel 2007 ha organizzato il primo Caffè Filosofico a Lecce. E' docente di pratiche filosofiche presso il Centro di Formazione psicofilosofica di Milano e socia del centro di ricerca e consulenza filosofica Finis Terrae di Novara. Le sue aree principali di ricerca sono la narrazione di sé, in particolare nel suo rapporto con la musica (colonna sonora dei ricordi), l'empatia nel counseling filosofico e più in generale nei rapporti interpersonali, il rapporto tra cinema e filosofia. Le Pecore Filosofe sono buffi pupazzi che realizza personalmente utilizzando lana e paste sintetiche. Ogni pecora porta il nome di un filosofo  ed è dotata di un cartellino si cui è riportato il pensiero di quel filosofo.
 L’idea delle pecore filosofe nasce dal desiderio di riportare la filosofia nel quotidiano risvegliando l’abitudine a riflettere su di sé per migliorare la qualità della propria vita attraverso un senso del filosofare ludico e democratico.
Le Pecore Filosofe, ci dice l’autrice, “saranno presto una serie di storie scritte con un linguaggio semplice, adatto ai bambini, perché la filosofia possa guidarli in una crescita consapevole, attraverso il confronto tra più punti di vista”.



Ufficio Stampa

Tel. 3489032976


 

domenica 16 dicembre 2012

Giocando s'imparano i valori fondamentali - Educazione pre-scolare in Svezia

di
Anette Sandberg
Eva Ärlemalm-Hagsér
Mälardalen University Sweden
(Traduzione a cura di Milena Galeoto)

In Svezia, l’educazione nelle scuole dell’infanzia è unica nella sua combinazione di apprendimento e di gioco, per la cura e la promozione dei valori fondamentali, quali:  i diritti dei bambini, la parità di genere e l'educazione per lo sviluppo sostenibile.               

Il Ministero dell'Istruzione e della Scienza, in Svezia,  è responsabile del sistema educativo dalla scuola materna all'università. Le scuole dell'infanzia sono disponibili per i bambini di età compresa tra 1-5 anni e sono utilizzate dall’ 82% dei bambini del paese (Agenzia nazionale per l'educazione, 2009). La democrazia è alla base di tutte le attività. L'inviolabilità della libertà individuale e l'integrità, il valore di tutte le persone, l'equità tra i sessi, e la solidarietà con i più deboli sono valori da promuovere nell'apprendimento di tutti i giorni. Questi principi sono sostenuti nei programmi scolastici. Considerare i bambini come individui con competenze, esperienze, interessi, conoscenze e abilità dovrebbe essere il punto di partenza per le attività scolastiche quotidiane. Un aspetto importante del curriculum nazionale svedese è di valorizzare il “percorso” più che "l’obbiettivo da raggiungere" (Ministero dell'Istruzione e della Scienza, 2010). I valori fondamentali dei diritti dei bambini, della parità di genere e dell'educazione per la sostenibilità sono discussi in relazione alla corrente ricerca svedese in ambito dell'educazione prescolastica, con particolare attenzione sul gioco e l'apprendimento.      

Gioco e apprendimento             

Il nuovo Curriculum svedese prescolare  (anno 2010) sottolinea l'importanza del gioco per lo sviluppo e l’apprendimento dei bambini. Oggi, si riconosce che l'apprendimento si attua in età prescolare e non solo quando i bambini iniziano la scuola (Johansson e Pramling-Samuelsson, 2006; Pramling-Samuelsson e Asplund-Carlsson, 2008; Agenzia nazionale per l'istruzione, 2008). Pramling-Samuelsson e Johansson (2006) sostengono che il gioco e l'apprendimento sono dimensioni inseparabili.  Lo studio di Sandberg e Vuorinen sottolinea che i bambini stessi non fanno distinzione tra gioco e apprendimento. Gli scolari, tuttavia, fanno distinzione tra l’apprendimento, come qualcosa che accade in classe, e il giocare, che si verifica durante la pausa pranzo, e forse durante l’educazione fisica. Si sostiene che l'apprendimento ludico nell'educazione della prima infanzia possa fornire le basi per un maggiore successo scolastico. Questi studi hanno riscontrato che gli insegnanti quando sostengono il gioco, ottengono i migliori risultati educativi. I bambini nelle aule dove normalmente si "gioca" acquistano abilità di alfabetizzazione e logica di un livello superiore, un linguaggio più avanzato e capacità di relazionarsi. Imparano in questo modo a gestire anche il loro comportamento fisico e cognitivo.
Nelle classi in cui il gioco non è stato accolto, gli insegnanti hanno avuto problemi come la gestione della classe ed è diminuito l'interesse per la lettura e la scrittura.

La ricerca mostra anche forti legami tra la qualità del gioco in età prescolare e il rendimento scolastico negli  anni successivi (Bodrova & Leong, 2003; Malone & Tranter, 2003; Russ, 2003).      
Grazie al gioco, gli insegnanti possono aiutare l'apprendimento e lo sviluppo dei bambini (Bodrova & Leong, 2003). Malone e Tranter (2003) sostengono che il gioco non è solo un'attività piacevole ma anche un processo attraverso il quale i bambini imparano. Il gioco sostiene capacità di problem solving e crea opportunità e situazioni dove i bambini possono sperimentare ed essere creativi. Gli insegnanti nella ricerca di Bodrova e Leong (2003) hanno dimostrato che i bambini imparano molto attraverso il gioco.
Lo studio è stato condotto anche attraverso il punto di vista dei bambini su come gli insegnanti giocano con loro. In uno studio di Sandberg (2002), bambini dai cinque anni-nove anni hanno espresso una serie di idee su come gli insegnanti dovrebbero contribuire, ad esempio, insegnando le regole o offrendo un sostegno pratico e morale, o porsi in modo amichevole.

Fare amicizia è un aspetto significativo nei giochi dei bambini. Gli amici sono importanti, perché i bambini diventano consapevoli di se stessi attraverso gli altri. Il gioco è fondamentale per avere consapevolezza anche dell'ambiente circostante. Esso contribuisce alla crescita morale e della personalità. Mead (1995) ritiene che l’interazione con gli altri e i diversi ruoli all'interno del gioco sono fondamentali per lo sviluppo psicologico e cognitivo dei bambini.
Gli insegnanti e gli amici hanno un ruolo importante per l’apprendimento dei bambini.
L'interazione e la cooperazione tra di loro è di vitale importanza sia per l'individuo che per  il gruppo (Mead, 1995; Pramling-Samuelsson e Asplund-Carlsson, 2008).               
Un altro aspetto importante del gioco è che i bambini imparano a stare insieme con gli altri. Nel gioco, l'aspetto importante è fare amicizia. Nello studio condotto da Sandberg e Vuorinen (2006) su  86 bambini dai tre ai 12 anni che sono stati intervistati riguardo il gioco e l'apprendimento, si è riscontrato che le abilità sociali sono al centro dell’apprendimento, sia in età prescolare che scolare. I bambini tendono ad essere ben consapevoli del fatto che il mancato rispetto delle regole all'interno del gruppo può portare all’esclusione dal gruppo stesso. I bambini più piccoli , riguardo le regole per essere in gruppo, parlano in termini come non prendere in giro qualcuno o alzare le mani per non essere esclusi dal gruppo. I bambini più grandi, invece, parlano in termini di cooperazione, lavoro di squadra, empatia, descritti come caratteristiche importanti quando ci si relaziona con gli altri all’interno di un gruppo. Molti dei bambini hanno dichiarato di sviluppare le loro abilità di gioco partecipando al gioco.


Valore: Diritti dei bambini          

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (1989) afferma che i bambini hanno il diritto di essere coinvolti e di essere ascoltati nelle questioni che li riguardano, e che l'istruzione deve considerare il  punto di vista dei bambini, dare ai bambini una voce, ascoltare le loro osservazioni, prendendoli seriamente. Vedendo il bambino come individuo capace di esprimere la sua posizione è molto importante per consentire il riconoscimento e il rispetto reciproco tra i professionisti e bambini (Bae, 2004). Lo scopo è quello di dare ai bambini l'opportunità di sviluppare la comprensione della democrazia, e prendere parte al processo decisionale, e di assumersi la responsabilità delle proprie azioni.


Partendo dal punto di vista del bambino significa creare pratiche didattiche quotidiane che sono in accordo con il modo di pensare e di comunicare dei bambini (Johansson e Pramling-Samuelsson, 2003). Prestando attenzione ai modi propri dei bambini di esprimere le loro idee, aiuta i professionisti della prima scuola dell’infanzia a conoscerli e sostenerli al meglio (Johansson e Pramling-Samuelsson, 2003).


Valore: La parità di genere 

In Svezia, la discussione e la legislazione in materia di parità di genere ha avuto un posto di primo piano sulla scena politica dal 1960. L’istruzione della prima infanzia deve essere in accordo con i valori fondamentali su cui si fonda la società svedese (Ministero dell'Istruzione e della Scienza, 2010). Due di questi valori sono l'uguaglianza tra i sessi e pari diritti di tutte le persone. Essi indicano che le ragazze e i ragazzi devono avere le stesse opportunità di sviluppare ed esplorare le proprie capacità e interessi, senza limitazioni imposte da ruoli di genere stereotipati e modelli. Di conseguenza, i professionisti della prima infanzia dovrebbero lavorare per contrastare modelli di genere tradizionali e ruoli di genere.  


Ma come è percepita e  gestita tale questione nella pratica quotidiana delle scuole materne svedesi?
Alla fine degli anni 90, il governo svedese ha ricevuto indicazioni da parte dei professionisti della prima infanzia . Pertanto, il governo ha finanziato un programma  pedagogico sull’educazione di genere nel 2002. L'obiettivo era quello di educare i professionisti della prima infanzia per superare gli stereotipi nell’educazione.  Nel 2003,  Il governo ha, inoltre, deciso di costituire una '”Delegazione per l'uguaglianza nella Scuola dell’Infanzia”. Il suo compito è quello di dare un sostegno finanziario per i progetti educativi che educano alla parità. - E' importante che il personale in età prescolare lavori attivamente per la parità tra ragazzi e ragazze '...' e discuta su come l'ambiente educativo può essere progettato per rafforzare la parità tra i sessi il lavoro '(Agenzia nazionale per l'educazione, 2005, p. 29).           


Valore: Apprendimento per lo sviluppo sostenibile       
Nelle scuole dell'infanzia svedesi, l'educazione ambientale è stata una parte importante del programma prescolare fin dal programma ministeriale del 1987. Le intenzioni erano, e rimangono, per promuovere la consapevolezza ambientale dei bambini e promuovere un approccio ecologico (Ministero dell'Istruzione e della Scienza,