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martedì 9 agosto 2022

Un sorriso ritrovato - a lezione di scrittura creativa e bilingue

“Scrivere è una tempesta di emozioni”, dice Bianca. “È osare con la fantasia”, aggiunge Ludovica. “Scrivere è qualcosa che nessuno può fermare!”, dichiara Mario.“È la forza di ognuno di noi!”, ribadisce Guido. “Scrivere significa esprimere il proprio modo di essere”, risponde convinto Leo. “È visitare mondi fantastici”, riflette Vittoria. “Scrivere è volare con le parole”, sostiene sognante Sara.

Tante sono state le riflessioni emerse in questi cinque anni sulla scrittura, ma una su tutte è che prima di saper scrivere, bisogna saper leggere, innamorarsi delle storie, immedesimarsi nei personaggi, interpretarli modulando la voce a seconda delle emozioni emerse.

In questa dimensione è nato il desiderio di scrivere, di esprimersi attraverso la scrittura, di dare un senso alle parole, di inventare storie, nuovi mondi per ritrovare in essi la speranza, la bellezza, il desiderio di creare un rifugio dove sentirsi al sicuro. Ma scrivere è anche un modo per regalare un sorriso e le storie presenti in questa edizione, hanno proprio l’intento di strappare qualche risata.

A condurci in questo laboratorio di scrittura è stato l’autore svedese Martin Widmark, uno tra gli scrittori contemporanei più autorevoli della letteratura per l’infanzia, le sue opere sono state tradotte in ventisette lingue e pubblicate in quaranta Paesi. In Italia è conosciuto per la serie Nelly Rapp, agente antimostri, che personalmente ho tradotto per la Sonda edizioni.

Ho atteso l’ultimo anno di questo percorso per combinare l’incontro a distanza, per coronare il sogno di molti di loro, di essere guidati da un vero scrittore.

L’emozione è stata tangibile, ma la voglia di capire i segreti della scrit- tura, è stata tale da agevolare anche la conversazione in inglese. Martin Widmark, da bravo maestro di scuola che è stato, è arrivato diretto ad ognuno di loro, lasciando qualcuno con la bocca aperta di meraviglia. Come ogni bravo insegnante, dopo averci spiegato come nasce una storia e come si sviluppa, ha chiesto loro di mettersi alla prova e d’inventarsene di nuove, seguendo le indicazioni date e dandoci nuovi appuntamenti per ascoltarle. Come raccontargliele se non in lingua inglese? Nulla è difficile quando c’è la voglia di fare e la collaborazione.

Divisi in gruppi, hanno iniziato a creare racconti, a combinare sequenze divertenti con personaggi molto originali, animali, come suggerito dallo scrittore. Un’occasione per dar vita a uno speciale libretto bilingue che resterà come testimonianza di un’esperienza davvero indimenticabile.

Maestra Milena

martedì 24 agosto 2021

Nella terra dei Faraoni -

 Sulle trame di papiri che profumano di caffè... 

Domenica pomeriggio, a casa della maestra la moka gorgoglia, il caffè è pronto e viene versato in una coppa. Penserete subito a un tiramisù, la sensazione è quella anche se la colla al posto della panna, non è proprio consigliabile.

Le garze ci sono, il cartoncino pure, e anche lo stendipanni ha un suo perché accanto all’enorme tavolo in veranda. Una maestra sa che la domenica insieme ai panni, ha sempre qualcos’altro da rammendare, ricucendo parole staccate, ricamando accenti dove mancano, mettendo punti qua e là per apparecchiare parole, riordinare numeri o … Stendendo papiri.

La scuola è la nostra seconda casa e si cerca di renderla il più accogliente possibile. In poco più di 45 mq, si viaggia per esplorare nuovi mondi, si viaggia nel tempo per rivivere le grandi civiltà del passato e l’emozione diventa compagna di avventure, che fa battere il cuore e rende ogni esperienza sempre un po’ speciale.

Lunedì mattina, i banchi sono ancora vuoti, l’odore di caffè dal pacco di papiri, accompagna piccoli gesti che danno inizio alla giornata di scuola.

I primi passi si fanno strada nel corridoio e uno dopo l’altro, gli alunni prendono posto. Dalle mascherine variopinte ci sono ancora occhi assonnati. Finito l’appello, gli sguardi si riempiono di stupore per quello che si andrà a fare.

Dalla Lim l’austera bellezza di Tutankhamon e Nefertiti mette un po’ in soggezione qualcuno che teme di non essere all’altezza di riportare su un papiro tale magnificenza.

Poi, piano piano, passo dopo passo, ricalcando le figure con la carta carbone, al timore subentra la gioia di avercela fatta, ed è un crescendo di felicità quando alle sagome si aggiunge il colore; con cura perché un bravo artigiano è calmo, non fa le cose di fretta. Così s’impara la pazienza di fare le cose per bene, di rendere capolavori semplici attività. E un capolavoro dopo l’altro, la parete dell’aula diventa quella del Grand Egyptian Museum. 



Soprattutto, ci si ritrova un po’ più cresciuti ogni volta che s’impara a complimentarsi con gli altri. 

Studiare in questa dimensione diventa un vero piacere, anche per la maestra che, dopo tutto, pensa a un buon caffè, ma questa volta per riprendersi.


P.s. Per rendere ancora più emozionante questo genere di laboratori, ci lasciamo accompagnare da musiche evocative.




 

 

 

lunedì 23 agosto 2021

Cartoline dall'Egitto

 
Ogni volta che si studiano gli Egizi, è impossibile non restare incantati dalla produzione 
artistica, dai manufatti artigianali, da tutta la grazia e la bellezza presenti in questo periodo storico. 
Quale migliore occasione per dar vita ad un laboratorio di riciclo creativo?
È nata, così, l’idea di creare delle preziose cartoline dall’Egitto con delle semplici lattine.
Grazie alla collaborazione delle famiglie, ne abbiamo raccolte diverse, una per ogni giovane artigiano.
Dopo averle ritagliate, sono state messe in sicurezza, ciascuna su un riquadro di cartone sagomato (anch’esso riciclato), imbottito da uno strato di mascherine chirurgiche difettate che erano state messe da parte, in attesa di un loro riutilizzo. In giardino, abbiamo simulato una vera e propria gita alla scuola degli orafi, con sede nell’aula esterna che abbiamo la fortuna di avere, specie in questo periodo di restrizioni sanitarie.
Dopo aver spiegato tutti i passaggi che un bravo artigiano deve seguire, con pazienza e dedizione, ognuno ha ricalcato un’icona dell’Antico Egitto con la tecnica a sbalzo, fatta con sole matite e biro. Il risultato è stato entusiasmante, le lamine di alluminio con le figure in rilievo erano già belle nella loro semplicità. Un tocco di colore le ha rese ancora più originali e, tra un passaggio e l’altro, ripetere la civiltà egizia è stato un vero piacere, un’esperienza che di certo la renderà indimenticabile.