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sabato 25 luglio 2015

Biblioteca BAnQ di Montreal

Alla biblioteca BAnQ di Montreal, sosti qualche minuto all'entrata per consegnare i libri nell'apposito sportello dove, attraverso un nastro trasportatore, vengono trasportati presso il centro di smistamento, e successivamente gli operatori bibliotecari li sistemano negli appositi scaffali. Ci sono 5 piani, a seconda del genere di libri che cerchi: libri per ragazzi, letteratura, documentari, cinema, musica etc. Nella zona allestita per i bambini e i giovani lettori, sono presenti una serie di divanetti disposti a circolo, dove è possibile la visione di film in diverse lingue. Come in diverse lingue sono i testi e i materiali multimediali presenti in questa struttura. Sempre per questa ragione mutliculturale, è possibile assistere a diversi laboratori linguistici. Ogni persona residente può, infatti, contribuire in questo senso, compilando l'apposito format dove si presenta il proprio progetto culturale con relativo budget economico previsto. Un modo per agevolare gli scambi delle diverse culture presenti in questo paese, considerate come risorsa di sviluppo. Insomma, da vent'anni a questa parte, precisamente dagli anni '90, si è compreso che l'unica strada di ripresa percorribile fosse la CULTURA e i risultati nel tempo ne hanno confermato la giusta scelta.  Esiste poi un telefono pubblico per ogni piano e l'arredamento studiato anche a misura di bambino per promuovere un'attiva partecipazione fin dall'infanzia.








©photo: Milena Galeoto

sabato 2 maggio 2015

Spring-Summer "Montreal Collection by Milena Galeoto


Click here to browse the catalog
Collection inspired in Montreal, dedicated to all the tenacious, romantic, passionate and lively women.
Collection inspirée à Montréal, dédié à toutes les femmes tenaces, romantiques, passionnés et animés.

sabato 25 aprile 2015

I do my musical instruments

From Milena Galeoto's creative workshops in Montréal

Doing castanets: cardboard, rubber bands (rainbow loom) and buttons
My castanet, ready to play! 
Maracas: two spoons, plastic egg (one for surprises), feathers, rainbow loom and... fantasy! 
Reco-reco with old colors that... don't stain well and a chopstick.
One of small maracas 


domenica 12 aprile 2015

L'éveil du printemps

Foto di Milena Galeoto

Domenica, 12 Aprile, Montréal.

La neve si è sciolta in questi giorni, al suo posto i giochi all’aperto hanno ripreso ad affollarsi. Si celebra il tepore del sole d’Aprile. Le gote rosse dei bambini festosi che si rincorrono, riempiono di vita quest’angolo di mondo. E’ stato un inverno rigido, si dice il più freddo da 115 anni. Sarà che la mente è scaltra a differenza di chi la abita, a rimuovere i momenti difficili dalla memoria. Solo se ci si sofferma con i pensieri, riaffiorano le sensazioni vissute, il gelido vento tagliente, il respiro che si condensava sotto il bavero di lana e che filtrava sotto forma di brina gelata all’impatto col freddo invernale. Ma, adesso, questo calore improvviso e questa luce accecante, annunciano l’arrivo della bella stagione. Mai come ora abbiamo assistito al passaggio così evidente delle stagioni. Vedere scandito il tempo dalle foglie d’orate, dai primi fiocchi di neve e dalle gemme pronte a sbocciare, donando al paesaggio un abito sempre nuovo. Così nel tempo deve sentirsi l’anima cambiare, così i sentimenti verso la vita: stagioni dove sbocciano con vigore, altre dove si acquietano, riposano o si gelano, tornando a sciogliersi al sole, a coltivare nuove speranze, passioni.
Il vento ha preso a soffiare forte e i capelli delle mamme sedute alle panchine, iniziano ad agitarsi in vortici di fiamme. Qualcuna alza il cappuccio della felpa senza scomporsi, altre con la faccia contro vento lasciano scivolare le ciocche all’indietro, godendosi ancora il bagliore caldo sulle loro fronti. E’ così lontana l’apprensione materna delle donne mediterranee, la stessa di mia madre che urlava di non sudare che la bronchite era sempre pronta a mietere vittime. Sorrido al pensiero di richiamare l’attenzione di mia figlia nello stesso modo, immaginando lo stupore delle vicine o magari stupendomi della loro indifferenza che ai fatti degli altri qui non ci pensano proprio. Al contrario degli scoiattoli che invece scrutano attenti ogni possibile movimento a loro favore, una manciata improvvisa di noccioline, un cracker avanzato, un gesto generoso per placare la loro insaziabile fame.
E’ così piacevole questo brulicare di esistenze mentre l’ombra della matita diventa netto sul foglio reso candido dal sole, che mi trovo a respirare col sorriso a bocca chiusa come quando ci si trova a spalancare le finestre per far entrare la luce di un nuovo giorno, di una nuova vita.

M. G.

Foto di Milena Galeoto

giovedì 5 marzo 2015

Apple pie with Love


Da quando sono qui a Montréal, apprezzo molto una varietà di mele tipica di questa regione, le Sweetango: rosse, croccanti e dolcissime.


Con un nome così, poi, ho pensato che meritavano proprio di essere celebrate da una torta di mele fatta con con amore.

Tanto per iniziare,  ho impastato una buona pasta frolla, con la ricetta che ho imparato da mio padre, di quelle semplici e che potete realizzare anche senza l'uso di una bilancia ma semplicemente servendovi di un bicchiere da 100 ml. 

PASTA FROLLA
Ingredienti

2 bicchieri di farina 00
1 bicchiere di zucchero semolato
La punta di un cucchiaino di bicarbonato
Un pizzico di sale
2 uova
100 g di burro 


1. Per impastare bene gli ingredienti, consiglio di versare in una coppa capiente, prima tutti quelli secchi: farina, zucchero, bicarbonato e sale, mescolandoli bene e formando al centro una fontanella, dove aggiungere le uova e il burro ammorbidito a temperatura ambiente.
Una volta ottenuto l'impasto, è bene lasciarlo riposare per almeno 30 minuti in frigo, così che il burro all'interno di esso si rapprenda e non risulti appiccicoso da lavorare.

2. Nel frattempo prendete una teglia rotonda del diametro di 26 cm circa, la capovolgete su un foglio di carta da forno e con l'aiuto di una matita, tracciate tutto il perimetro. Quest'operazione mi ritorna molto utile per creare il primo disco di pasta frolla che risulterà poco più grande del diametro della base, e l'orlo in eccesso sarà indispensabile per contenere bene il ripieno.
Con un altro foglio di carta da forno invece, sempre con l'aiuto di una matita, tracciate il perimetro della base della teglia, questo servirà per la copertura.
Una volta organizzati tutti gli strumenti, passate al ripieno di mele.

RIPIENO
2/3 mele a seconda della dimensione (spesso le sweetango sono piccole e 3 sono ideali)
Succo di limone
Un cucchiaino di cannella
Un cucchiaio di zucchero di canna

3. Sbucciate le mele e tagliatele a pezzettini in una ciotola, mescolatele nel succo di limone pronte per essere usate.

Il tempo di preparare i dischi di pasta, iniziate ad accendere il forno a 180 gradi, è importante che la torta sia infornata in forno preriscaldato.

4. Una volta realizzato il primo disco di pasta frolla sul foglio di carta da forno ritagliato a misura, lo adagiate nella teglia.

5. Versateci le mele, spolverateci sopra la cannella e lo zucchero di canna, mescolateli insieme per distribuire bene il sapore di ciascun ingrediente.

6. Per la copertura, è importante che mettiate la farina sulla carta da forno, prima di stendere il secondo disco, per meglio staccarlo quando lo poserete sulla torta.
Essendo quest'ultimo più piccolo del primo, troverete facile ripiegare pian piano il bordo su di esso, facendo attenzione che la sfoglia non venga forata dai pezzetti di mela.

7. Con la pasta che vi avanza divertitevi a realizzare qualche decorazione, con questo Sweet tango, non potevo non realizzare le rose, i fiori che per eccellenza richiamano questa danza molto sensuale.
In una tazzina, metteci due dita di latte e con l'aiuto di un pennello, spennellate tutta la parte superiore, decorazioni incluse così che a cottura ultimata acquistino un bel colore lucido e dorato.

Buon appetito
Milena

Prossimamente, mi adopererò a fotografare le sequenze perché le immagini, spesso, sono più esplicative di tante parole... ma nel frattempo, posso assicurarvi che con questo dolce, seguendo tutti i passaggi pensati per ottimizzare i tempi, potete essere sicuri di fare una gran bella figura e osservare gli ospiti chiudere gli occhi per contemplarne il gusto, morso dopo morso.

P.s. Se mai dovesse uscirvi una bozza durante la cottura, come è capito a me, potete sempre dire che fa parte della decorazione e che rappresenta una bella mela! Ma per evitare che accada, bucherellate delicatamente con uno stuzzicadenti la copertura. ;).


domenica 25 gennaio 2015

Attention à nos enfants: educare alla convivenza.


Su Spagine vi racconto di un paese che tutela i bambini, consapevole di preservare il proprio futuro.

Clicca sull'immagine per sfogliare l'articolo



sabato 10 gennaio 2015

Tango di Montréal

Tango di Montréal


Alle 7:30 la metropolitana di Montréal
è piena di immigrati
si alza presto
questa gente

quindi se il vecchio cuore della città
batte ancora
è grazie a loro

questo vecchio cuore stanco della città
con i suoi spasmi
i suoi soffi al cuore
e tutti i suoi difetti

e tutte le ragioni del mondo che avrebbe
di fermasi
di rinunciare.

Gérald Godin
(traduzione di M. Galeoto)



ph. Milena Galeoto





martedì 6 gennaio 2015

L'Epifania nella tradizione franco-quebecchese


Qui serait Roi?/Chi sarà Re?

Se dalle nostre parti, il giorno dell'Epifania, la nostra amata Befana porta ai bambini italiani una calza piena di dolci e piccole chincaglierie, qui a Montréal, i bambini festeggiano questa giornata con la Galette de roi, dove all'interno di una porzione è ben nascosta una figurina, una fève (fava) nella trazione, e il bimbo che la troverà sarà eletto Re o Regina per un giorno.
Un dolce gustoso e semplice da realizzale

Ingredienti necessari

2 dischi di pasta sfoglia

· 3 uova intere ed 1 tuorlo
· 130 gr. di zucchero a velo
· 100 gr. burro a temperatura ambiente
· 60 gr. di farina
· 150 gr di farina di mandorle
· Mezza stecca di vaniglia

Per la crema marzapane:

Amalgamate lo zucchero a velo e il burro a pezzetti fino a che il composto diventa chiaro e cremoso, incorporando una ad una le 3 uova e i semi di vaniglia. A parte si mescola la farina 00 con la farina di mandorle per aggiungerla al composto precedente.

Adagiate il primo disco di pasta sfoglia in una tortiera dove avrete ben disposto un foglio di carta da forno, sistemate la crema di marzapane lasciando un bordo di due centimetri e in una parte di essa nascondeteci una figurina o una fava, bagnate un po' il bordo e ricoprite tutto con l'altro disco di pasta sfoglia, premendo leggermente, al fine di unire i due dischi di pasta.
Disegnate con la punta di coltello una raggiera, una scacchiera o le decorazioni che meglio pensate di fare.

Lasciate infine riposare il dolce per almeno un paio d'ore in frigo.

Successivamente, spennelateci sopra un tuorlo d'uovo sbattuto e infornatelo a 170/180° per 30 minuti

                                                     Bon Appétit et bonne chance au futur roi!
 



domenica 4 gennaio 2015

A Montréal mangi italiano

da Spagine

di Milena Galeoto


“Mamma, che voglia di lasagne che ho!”
Con queste parole l’ultima domenica dell’anno passato, mi sveglia la mia dolce bambina a seimila chilometri dal nostro paese, dove per fare questo piatto, hai già in mente dove andare a procurarti gli ingredienti: a pochi metri da casa. Così, non mi perdo d’animo per realizzare uno dei piatti tipici nostrani che accompagnano i giorni di festa.
Dopo una bella colazione (canadese!) con pancake e succo d’acero, un caffè per me, che qui ormai chiamo tisana alla caffeina, pensiamo bene di recarci nella nostra amata “Petite Italie”, alla ricerca di lasagne, parmigiano (che non è il parmesan!), salsa di pomodoro e tutti gli ingredienti necessari  “made in Italy”.
Arrivate a bouvelard St-Laurent, la strada che congiunge tutte le maggiori comunità del mondo che si suddividono in quartieri, abbiamo preso il bus 55 che ci lascia proprio d’avanti al nostro amato  supermarket “Milano”, nel cuore del quartiere italiano. Un luogo dove la tipica esposizione gastronomica all’italiana, bella, ricca e generosa di prodotti, ti sazia a prima vista! Come una bedda matri che ti accoglie a braccia aperte in una casa che profuma di buono, e dove le papille gustative prendono parola per esclamare in coro un “mmmmh!”

Che meraviglia attraversare i corridoi traboccanti di prelibatezze caserecce: paste di tutti i formati, pomodori in tutte le salse e immagini di forzute massaie con le mani sui fianchi, come a dirti: “adesso si mangia sul serio!”.
Per un attimo, perdo di vista Giorgia che ritrovo a bocca aperta davanti al tempio dei formaggi, con le manine sul vetro del banco frigo dove ci sono loro, i regnanti indiscussi del sapore: gigantesche forme di Parmigiano Reggiano.
Se dovessi rifarmi alla teoria darwiniana, direi che nel DNA di noi italiani è insito questo piacere del gusto e di fronte a monumenti della nostra cucina, non possiamo che restare in uno stato di contemplazione, che il Parmigiano ce lo mettono già nelle pappe dello svezzamento!
Proseguiamo il nostro viaggio incantato tra fusilli e rigatoni, salamini e tortellini, torroni e panettoni, vedendo negli occhi della mia piccola compagna d’avventure, vera beatitudine.
Ah, come ci si sente a casa quando dai banconi dei salumi vedi spuntare i sorrisi aperti di chi sa di possedere tesori nel regno dell’abbondanza. Quando appena girato l’angolo del reparto pasta, ti spunta qualcuno nel suo bel camice candido e retina accuratamente posta sulla testa, per offrirti una porzione di penne all’arrabbiaTTa (come dicono qui).
Oh yes, darling, tu puoi vivere da cinquant’anni in un altro paese, parlare a stento la lingua della tua infanzia, ma restare very italian quando si tratta di cibo, quello della tua tradizione, che come nelle parole di una preghiera, quelle restano nei secoli dei secoli (amen!).
Dopo aver riempito il carrello con gli ingredienti per il primo, il secondo, contorno e dessert (d’accordo, per i primi, i secondi e i desserts… per almeno un’italian week!), pagato in dollari canadesi, una sosta obbligatoria è al Caffè Italia, poco dopo Milano perché le mie papille riapprendano il gusto avvolgente di un vero espresso, pronte in un’ola di gioia.
Caso ha voluto che perfino la neve si sciogliesse questa domenica a Montréal (un evento eccezionale a fine dicembre, qui) per l’occasione, per donarci un clima familiare. E ogni volta che penso se mi manchi il mio paese, posso ammettere che quando lo porti nel cuore, riesci a ritagliarti una “Petite Italie” ovunque tu vada.
(Ph/Milena Galeoto)







domenica 2 novembre 2014

Halloween - notte di streghe, vampiri e dolcezze




di Milena Galeoto

Montréal, 31 Ottobre 2014

L’appuntamento è alle 6 pm (o à 6 heure come si dice da queste parti) a Rue Drolet angolo Rue Rachel Ouest. Qualche ritocco al trucco, categoricamente spaventoso, una borsa robusta che possa contenere tante caramelle e si parte per celebrare la notte di Halloween.
E’ la prima volta che assistiamo da vicino questa festività e ci sorprende come sia parecchio sentita da queste parti, tanto che i preparativi iniziano abbondantemente qualche mese prima.
L’arancio delle molteplici zucche che decorano abitazioni, negozi e strade, si mescola bene alle vaste distese di foglie gialle e rosse, donando alla città il tipico mélange autunnale.
Il bus ci attende e la temperatura inizia a pizzicare il naso, annunciando l’arrivo dei primi freddi. Facciamo un po’ di ripetizioni del rituale “trick or treat” (dolcetto o scherzetto) appreso a scuola, con la raccomandazione di bussare solo alle abitazioni con la luce accesa, dove sono allestite le macabre decorazioni.
Riconosciamo da lontano il gruppo di bambini e genitori che ci aspettano, e già ascoltiamo le urla dei piccoli mostri alla rincorsa del dolce bottino che li attende questa sera.
E’ sorprendente come questo giorno riesca ad animare interi quartieri, come la gente apre le porte di casa, si traveste per l’occasione e fa provviste di dolci da donare ai bambini, perché in fondo è la loro festa, sono loro i protagonisti indiscussi.
Porta dopo porta, salendo le tipiche scale delle abitazioni montrealesi, poste all’esterno per garantire più spazio negli edifici e una distanza di sicurezza dalle strade, ciascun bambino in fila, arrivato alla soglia di ogni porta, apre il suo fagottino per riempirlo di nuove prelibatezze.
I genitori sono pronti alle loro spalle con la cosiddetta busta di sicurezza dove, dopo un po’ di giri, i piccoli avventori versano le caramelle per alleggerirsi del loro carico che in poco tempo raggiunge il chilogrammo. Non solo i privati donano le caramelle ma anche i commercianti, e le botteghe più visitate sono i numerosi Dépenner. Famosi da queste parti, simili un po’ ai nostri negozi alimentari, e letteralmente il loro nome significa riparare, venire in soccorso, nati per agevolare gli acquisti in pieno inverno con il trasporto a domicilio. Ma gli scenari più belli di questa grande ricorrenza sono allestiti nelle Ruelles, le tipiche stradine secondarie dove si affacciano gli interni delle abitazioni, i luoghi dove normalmente si ritrovano i bambini a giocare e che oggi sembrano corridoi vestiti a festa, con le file di luci e fantasmi che si perdono da una palazzina all’altra. Siamo organizzatissimi, è difficile che le nostre piccole creature delle tenebre si perdano con noi, con un genitore posto all’inizio della carovana e un altro in coda, con i loro pollici alzati, pronti quando è tempo di muoversi alla successiva postazione. Siamo una squadra imbattibile, ci nutriamo di zuccheri e nessuno ci ferma, tranne i cartelli con su scritto: “PLUS DE BONBONS – Dèsolè!”. (Photo/M.Galeoto)

Photo: ©Milena Galeoto