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sabato 15 giugno 2013

Gli animali e noi

Sabato 15 giugno, alle ore 17.00, presso il castello Dentice di Frasso di Carovigno, l'Ass. "BUON SENSO", in collaborazione con l'Ass. "IO SO' CARMELA", ospiterà la presentazione del nuovo libro per bambini a cura del prof. Daniele Giancane, docente presso l’università di Bari, ed edito da Adda Editore : “Gli animali e noi. Fiabe e racconti sugli animali”.

Il libro, nato grazie alla collaborazione di numerosi autori (Nicola Accettura, Domenico Amato, Enrico Bagnato, Rino Bizzarro, Marco Ignazio de Santis, Maurizio Evangelista, Angela Giannelli, Gianni Antonio Palumbo, Loredana Pietrafesa) e dello stesso Giancane, osserva il complesso rapporto fra uomo e animale con una rinnovata visione della natura, per riscoprire l’alleanza con la vita della creazione.

Modera la serata il poeta Luca Scanferlato

Saranno presenti gli autori: Angela Giannelli e Maurizio Evangelista

l'associazione BUON SENSO darà vita al laboratorio "ti racconto una favola" a cura della pedagoga e traduttrice di libri per bambini, Milena Galeoto. I bambini ascolteranno delle favole che illustreranno a piacimento. Contributo di partecipazione € 5,00 che saranno devoluti all'associazione "IO SO' CARMELA" di Taranto.


 Grafica locandina a cura di Milena Galeoto

Laboratorio "Gli animali ed io"

venerdì 18 gennaio 2013

Gli adulti sono bambini andati a male

I bambini possono essere «guastati» in tanti modi: gli adulti, il sistema, gli apparati hanno escogitato e praticano, spesso senza averne consapevolezza, infinite forme di corruzione, precoci, sottili, insistite, alle quali la pur eroica capacità di resistenza (e resilienza) della vitalità primitiva non riesce a opporsi.
Si pretende dal bambino che faccia ciò che non è in grado di fare, esponendolo a un sicuro insuccesso che assume i connotati del fallimento; oppure sono i modi di essere della scuola (metodi, valori, regole) a sconfiggere l’alunno, dal quale si pretende che sia ciò che non può essere.
Il risultato non cambia: lo studente meno adattato (meno «adatto»), il più bisognoso (di cure, attenzioni, gratificazioni, rassicurazioni) non regge il ritmo della classe, «rimane indietro» rispetto ai compagni che si allontanano e, come l’insegnante, lo allontanano. Seguono l’umiliazione della ripetenza e l’abbandono.
Una denuncia degli aspetti più dannosi dell’istituzione scolastica, un grido di allarme per evitare che gli adulti di domani siano «bambini andati a male oggi».

Un saggio che analizza tutti quegli aspetti dell’istituzione scolastica che influiscono negativamente sugli studenti.
Uno strumento che fornisce tante proposte per approcciarsi con i ragazzi, imparare ad ascoltarli, capirli e creare il giusto legame con loro in modo da facilitarne l’apprendimento.
I bambini possono essere «guastati» in tanti modi: gli adulti, il sistema, gli apparati hanno escogitato e praticano, spesso senza averne consapevolezza, infinite forme di corruzione, precoci, sottili, insistite, alle quali la pur eroica capacità di resistenza (e resilienza) della vitalità primitiva non riesce a opporsi. Si pretende dal bambino che faccia ciò che non è in grado di fare, esponendolo a un sicuro insuccesso che assume i connotati del fallimento; oppure sono i modi di essere della scuola (metodi, valori, regole) a sconfiggere l’alunno, dal quale si pretende che sia ciò che non può essere.
Il risultato non cambia: lo studente meno adattato (meno «adatto»), il più bisognoso (di cure, attenzioni, gratificazioni, rassicurazioni) non regge il ritmo della classe, «rimane indietro» rispetto ai compagni che si allontanano e, come l’insegnante, lo allontanano. Seguono l’umiliazione della ripetenza e l’abbandono. Una denuncia degli aspetti più dannosi dell’istituzione scolastica, un grido di allarme per evitare che gli adulti di domani siano «bambini andati a male oggi».
Hanno collaborato: Mara Durante; Gabriella Falcicchio; Franco Lorenzoni; Sergio Manghi; Susanna Merello; Daniele Novara; Francesco Tonucci; Antonio Vigilante.
MAURIZIO PARODI Nasce il secolo scorso a Pontremoli, Lunigiana, terra di statue, stele, castelli e librai. Entrato nella scuola a sei anni, non ne è più uscito: studente, maestro, dirigente scolastico, ricercatore e infine padre (di uno studente, of course). Vive a Genova dove si occupa di formazione, ricerca, progettazione in ambito socio-pedagogico, non ancora rassegnato all’impermeabilità degli apparati educativi. Ha pubblicato alcuni libri e numerosi articoli su temi pedagogici e didattici. Con Edizioni Sonda ha pubblicato Basta compiti! Non è così che si impara (2012).

domenica 30 dicembre 2012

La scuola suonata. Maestronze e genitorazzi

La scuola suonata. Maestronze e genitorazzi
Con sottile e arguta ironia, talvolta con pungente sarcasmo, Nini Giacomelli accompagna il lettore in un viaggio che fa riflettere, con il sorriso sulle labbra, sulle pecche di insegnanti e genitori nel contesto di un sistema educativo che sembra, ahimè, fare acqua un po' da tutte le parti. In realtà non mancano, nel libro, accenni a figure positive, né, tanto meno, a personaggi esemplari, soprattutto di ieri e dell'altro ieri però, rievocati con tenerezza e nostalgia: quasi nel tentativo di raccogliere da loro, attraverso l'occasione offerta dalla scrittura, il testimone di valori la cui irrinunciabilità è confermata dalla crisi morale dei nostri giorni. Denunciare questa crisi, mettere il dito nella piaga, tra un sorriso, un ricordo e un dito puntato, vuole essere un modo per evidenziare l'esigenza di cercare un'alternativa, di trovare una via d'uscita, da una scuola e da un contesto familiare che non funzionano e nei quali “maestronze” e “genitorazzi” sembrano avere la meglio.
Arricchito dalle divertenti illustrazioni di Sergio Staino e di Giorgio Tura, il volume riporta aneddoti e considerazioni ispirati dall'esperienza personale dell'autrice nei suoi rapporti, anche professionali, con il mondo della scuola, e catapulta il lettore in questo mondo, presentando personaggi e situazioni dei nostri giorni e tracciandone un profilo talmente realistico da apparire quasi irreale. Si apre così uno squarcio sull'insensatezza di comportamenti ormai consueti e tuttavia sicuramente da mettere in discussione.

Un libro consigliato a coloro che lavorano nel mondo dell'istruzione e dell'educazione, ad insegnanti e a genitori o, più semplicemente, alla nuove generazioni. Agli studenti che vogliono riflettere sulle condizioni in cui versa la società attuale e che vorrebbero cambiare qualcosa nel loro piccolo, perché è dalla somma delle piccole cose che si può modificare l'intero. 
(Letteratura&Cinema magazine)

 

mercoledì 26 dicembre 2012

Il piacere di leggere e come non ucciderlo


Leggere non è solo decodificare i segni tracciati sulla carta: significa vivere infinite vite e storie, immergersi e riflettere sulle vicende virtuali dei personaggi per comprendere meglio noi stessi. Leggendo insieme ad altri e discutendo di quanto abbiamo letto, la comunicazione diviene poi un mezzo di conoscenza collettivo.
Come si guida al piacere della lettura nelle scuole italiane? Ancora oggi si continua a proporre un solo libro di narrativa per tutta la classe, a cui si fanno seguire analisi, verifiche sulle comprensione del testo attraverso schede preconfezionate. Per Chambers il problema fondamentale è proprio quello della scelta, che va messa in relazione alle capacità del giovane lettore ma anche ai suoi interessi.
L’insegnante, come «facilitatore», deve pertanto conoscere bene il mondo del lettore, bambino o adolescente che sia, i suoi pensieri, comportamenti, desideri. A questo deve aggiungere una conoscenza approfondita della letteratura contemporanea, per offrire quei testi in cui i ragazzi possano ritrovare se stessi e il loro mondo. Testi in cui potranno riconoscersi perché i protagonisti pensano, agiscono e si comportano come loro.
Leggere è importante? Secondo Aidan Chambers, che alla scrittura e alla critica letteraria ha dedicato tutta la sua attività, ogni bambino, imparando a leggere e a parlare dei libri che legge a scuola, potrà conservare sia l’amore per la lettura che la capacità di comunicare in modo appropriato ed efficace.
Partendo dunque da questo presupposto, l’autore propone il suo «approccio», più che un metodo sistematicamente definito che ogni insegnante può applicare adattandolo ai propri alunni, grazie alle informazioni pratiche per condurre un incontro a scuola, alle diverse tecniche e ai suggerimenti per guidare i bambini a esprimersi nel modo migliore.
Chambers si sofferma soprattutto sui diversi criteri di scelta delle letture, sulle domande e le frasi chiave per avviare e far procedere la lettura coinvolgendo anche i non lettori.
Arricchito da esperienze e approfondimenti a cura di Maria Pia Alignani e da un saggio introduttivo di Livio Sossi sugli elementi fondamentali della scrittura per ragazzi, questo manuale è indispensabile per gli insegnanti della scuola elementare e media, ma anche per gli studenti universitari di Scienze dell’educazione.

giovedì 25 ottobre 2012

La macchina per fare i compiti e altre storie

"Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?" Diceva, giustamente, Gianni Rodari.

Consiglio vivamente la lettura di questo libro che contiene anche le "fiabe lungo un sorriso". Racconti brevi, ideali per alleggerire le tensioni scolastiche e sostenere il piacere alla lettura, all'ascolto e al dialogo



giovedì 2 agosto 2012

La realtà è una favola

Gunilla Bergström     Foto: Hans A. Vedlog


LA REALTA’ E’ UNA FAVOLA. Ogni giorno è nuovo. I bambini capiscono perfettamente ciò che noi adulti abbiamo dimenticato, preoccupati come siamo a pagare l'affitto, a portare cibo a casa e fare il nostro dovere: dimenticando che la vita è un enigma incomparabile! Pieno di possibilità. Cose che non abbiamo mai pensato che fossimo in grado di fare!
I bambini che hanno compreso la magia della realtà sono più ampiamente dotati e se un giorno questi bambini saranno al potere o saranno semplicemente genitori, potremmo contare su un mondo migliore”.

domenica 29 luglio 2012

I gialli di Martin Widmark

Photo: Ulrica Zwenger
Martin Widmark è uno dei più noti scrittori svedesi per
 ragazzi; è stato definito l’Agatha Christie dei bambini per i suoi gialli intriganti, tradotti in ben 27 lingue : le sue storie lasciano col fiato sospeso fino all'ultima pagina.  È lo scrittore più richiesto nei prestiti bibliotecari del suo Paese, superando di gran lunga la leggendaria Astrid Lindgren. Lasse e Maja confermano la propria posizione come i gialli più amati dai bambini, costantemente in cima ai best-seller. E per molti anni hanno vinto il prestigioso premio Bokjuryn (il libro della giuria) voluto direttamente dai bambini. Visto il loro successo, Lasse e Maja sono diventati una famosa serie televisiva in Svezia e in Germania.

Breve intervista dalla premiazione Bokjuryn 2012 

- Cosa facevi prima di essere un noto scrittore?
Ho fatto svariati lavori: in fabbrica, come portantino in Ospedale per essere autonomo da subito, ho insegnato nelle periferie, agli immigrati e questo mi ha permesso di conoscere tante storie, così ho iniziato a scrive all'età di 39 anni.
- Qual'è il paese che più ami?
Amo molto l'Italia, ogni volta che visito quel paese, mi sento molto ispirato.
- Cosa fai quando non ti senti particolarmente ispirato per continuare una storia?
Indosso la mia tuta da carpentiere e lavoro duramente, fino a quando la mia mente ritorna ad essere libera.
- Cosa consiglieresti ai giovani scrittori emergenti?
Di continuare a lavorare, a frequentare gente, a vivere una vita normale perchè sono proprio queste esperienze a suggerirci originali descrizioni e ispirazioni.
Martin Widmark


Informazioni editoriali a cura di Milena Galeoto







 

sabato 28 luglio 2012

Pija Lindenbaum e il mondo interiore del bambino


Pija Lindenbaum è una delle autrici più lette in Svezia, insieme a Martin Widmark, Stina Wirsén e Pernilla Stalfelt. Abile a creare originali descrizioni dei bambini di oggi come Gittan, Åke, Lill-Zlatan, Kenta, Siv e Cesiria. Le sue storie sono bizzarre, divertenti, un po’ strane, proprio come quelle delle famiglie normali.
Pija Lindenbaum rinnova il senso del libro illustrato, i suoi libri, infatti, sono molto apprezzati per l’originalità dei loro testi e delle immagini rappresentate in modo ironico ma con una vena di malinconia.
Pija Lindebaum si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Stoccolma, in Artigianato e Design nel 1979 è da allora che lavora come artista e autrice.

Si dice di lei:

"Lo stile di Pija Lindenbuaum, i colori, le prospettive usate, sprigionano una vivace energia. I piccoli lettori riescono a riconoscersi attraverso le sue storie, toccando con leggerezza, anche temi delicati come quello di affrontare la bruttissima giornata di un genitore."
(School Library Journal su "Quando la mamma sputa fuoco").

"Fantastica l'abilità della Lindenbaum nel dipingere i mobili retrò e riprodurre con originalità l'ambientazione delle sue storie, riuscendo a descrive il sentimento di gelosia che una bambina può provare per il suo caro zio di come con naturalezza riesca a superare questa condizione".
(Publishers Weekly su "Lilli-Tzan e il suo caro zio")

"Se i libri moderni per bambini possono diventare classici, Lindebaum con "Gittan e i lupi grigi" ci riesce in pieno."
(Krikus review su Gittan e i Lupi Grigi)

"Lindebaum cattura efficacemente il flusso, la spontaneità e il linguaggio fantasioso dei bambini"
(Krikus Review su "Gittan e le pecore")

Riconoscimenti e premi
1991 Heffaklumpen
1992 New Your times best children’s book diploma
1993 Illustrator of the Year, Bologna Children’s Book Fair, Bologna
1993 Elsa Beskow Plaque for Bra Börje
1993 Nominated to the August award for Over Backen
1996 Nominated to the Augutst award for Britten och Prins Benny
2000 Winner of the August Award for Gittan och gråvargarna
2006 Nominated to the August Award for Lilli-Zlatan och morbor raring
2008 Rabén&Sjögran’s award in memory of Astrid Lindgren

                                              

 Informazioni sulle opere  a cura di Milena Galeoto

domenica 22 luglio 2012

sabato 21 luglio 2012

Cosa fate quando un vampiro dai denti perfettamente puliti infesta le vostre notti e un Frankenstein col male ai piedi minaccia il vostro quartiere? Chiamate Nelly Rapp, Agente Antimostri!

Potete seguirla sulla sua fan page italiana di Facebook

Nelly Rapp'italian fan page



L’Accademia Antimostri e I Frankenstein, ideali per i lettori più giovani, e consigliati per tutti gli amanti dell’horror umoristico, i libri di Nelly Rapp hanno la freschezza e la vivacità che non devono mancare alle prime letture (oltre ad alcuni accorgimenti grafici, come i grandi caratteri e una spaziatura facilitata, senza “a capo”), senza trascurare la suspense. E anche se nel finale il mistero si stempera con un sorriso, i pericoli affrontati dalla giovanissima eroina e le sue ingegnose trovate lasceranno anche i lettori più smaliziati con il fiato sospeso…
(da GiGi - il giornale dei giovani lettori


venerdì 15 giugno 2012

Pietro La Balena - Laboratorio di lettura


Era Pietro un pover'uomo
che pescava per campare
che vagava senza sosta
per trovare da mangiare.
Egli aveva una barchetta
regalatagli dal nonno
poco lunga, molto stretta,
per pescare qualche tonno.
Una notte, a luna piena
se ne andava per il mare
quando vide la balena
che lo stava a rimirar...
Pietro La Balena: una bella favola in rima, scritta e illustrata da nonno Giovanni (90enne) che ha studiato parecchio per scoprire com’è fatta una balena! Non ne ha mai vista una dal vivo ma chissà uno di questi giorni… Una favola etologica, ma soprattutto una storia del Sud. Un Sud dove ogni sorprendente novità arriva dal mare... e in cui troppo spesso, a noi che lo abitiamo, accade di non credere al nuovo.

Leggere è scoprire il mondo circostante, arricchendo il nostro piccolo mondo, permettendoci di crescere insieme agli altri.

Grazie, come sempre, a tutti i piccoli lettori che hanno reso questi incontri davvero speciali. Insieme, abbiamo scoperto come da una storia possano nascere tante esperienze interessanti perchè leggere è scoprire il mondo circostante, arricchendo il nostro piccolo mondo, permettendoci di crescere insieme agli altri.
Ci vediamo a Settembre con le Favole rotonde, alla Casa delle Storie 

venerdì 18 maggio 2012

Il mondo dei grandi visto da un oblò

Il libro per bambini di Michael Sfaradi e Milena Galeoto
E' in libreria l'ultimo lavoro di Michael Sfaradi, giornalista free lance e scrittore, nuova pubblicazione di Edizioni Miele. Daniele e i suoi amici, questo il titolo dell'opera, è un insieme di storie che hanno l'obiettivo di spiegare ai bambini in età scolare la società d'oggi, ponendo l'attenzione su importanti tematiche quali l'integrazione sociale, l'amicizia, il vivere insieme al di là di ogni pregiudizio in una dimensione dove non esistono differenze sociali, né di colore, né di età.
Un libro, come può essere definito questo, per spiegare il mondo degli adulti agli adulti del domani, affinché possano rimediare agli errori di una società globale ancora troppo spesso razzista e xenofoba.
E' un'opera composta a quattro mani, dalle sapiente penna di Michael e dal sopraffino pennello di Milena Galeoto, pedagogista esperta dei processi formativi, che con le sue illustrazioni è parte attiva ed integrante, al fine di mettere in risalto i preziosi contenuti educativi, relativi alla “sensibilizzazione verso l'altro”, in cui l'accoglienza e il rispetto sono le prerogative del vivere INSIEME in una società civile.
Barbara Miele


giovedì 17 maggio 2012

Laboratorio creativo del mandala


Mamma, papà devo dirvi una cosa

                                       Come vivere serenamente l’omosessualità.
                                            Scritto da una madre e da suo figlio

Una doppia guida affrontata dal punto di vista del genitore e dal punto di vista del figlio, indispensabile per vivere senza traumi l’omosessualità in famiglia. Con testimonianze personali e spunti di discussione sia per i giovani che per i loro genitori.

Omosessuali non si nasce. E nemmeno si diventa. Omosessuali si è. Riconoscere e accettare questa identità risulta difficile, in famiglia e in una società a cui bisogna dimostrare che l’omosessualità non è una malattia da cui si può guarire o la scelta dovuta al capriccio di una moda. L’ignoranza e i pregiudizi duri a morire fanno sì che essere omosessuali sia ancora causa di emarginazione, disprezzo e fonte di sofferenza. Paola e Giovanni Dall’Orto, madre e figlio, hanno scritto questo manuale a quattro mani esaminando tutti gli aspetti con cui deve confrontarsi un giovane gay (o lesbica) alle prese con la propria omosessualità: dall’accettazione di sé a quella in famiglia; dal rapporto con amici e conoscenti alla reazione della «società»; dal coming out alla scoperta degli ambienti gay; dalle prime esperienze con l’amore a quelle con la sessualità.                                            

Attraverso la propria esperienza personale, con un approccio diretto adatto sia ai giovani che alle loro famiglie, gli autori guidano i lettori nell’affrontare l’omosessualità con serenità e rispetto, fornendo numerosi consigli e riportando le testimonianze di chi ci è passato in prima persona (come Alex Grisafi, giovanissimo cofondatore del gruppo giovanile di omosessuali più numeroso d’Italia). Perché prima si arriva ad accettare la propria identità omosessuale, meglio è.

Giovanni Dall’Orto (Milano, 1958), giornalista e scrittore, è un militante del movimento gay dal 1976. Si è occupato per molti anni di storia, cultura e politica gay, lavorando per i mensili gay «Babilonia» e «Pride» (per quest’ultimo in veste di direttore). Ha pubblicato numerosi libri e articoli sulla tematica gay. Oggi scrive soprattutto testi per siti Web d’arte e turismo, e sta lavorando a due libri gay sulla storia d’Italia.

Paola Dall’Orto (Milano, 1935) ha cofondato nel 1992 e presieduto fino al 2007 l’AGEDO (Associazione genitori di omosessuali), organizzazione di volontariato che aiuta e sostiene le famiglie di omosessuali; è cofondatrice dell’Associazione internazionale EuroFLAG (European Families of Lesbian and Gay Association). Attualmente presiede l’Associazione AGEDO di Verbania.

Alex Grisafi ha 19 anni e studia al liceo scientifico Leonardo di Brescia. Ha contribuito alla nascita del gruppo giovanile di omosessuali più numeroso d’Italia. Tiene un blog in cui parla di tutto, dall’omosessualità, alla filosofia, alla psicologia.

Acquista il libro on-line

domenica 22 aprile 2012

Hövdingens bägare [La coppa del capo] di Martin Widmark


 

Martin Widmark, noto scrittore di gialli per ragazzi, ispirato da Frans G Bengtsson ci presenta la storia di un giovane vichingo, Halvdan che insieme alla sua amica Meia, ci coinvolgerà in una serie di avventure illustrate con tratti realistici da Mats Vänehem, esperto archeologo sulla storia dei vichinghi.
 
Nel primo racconto "La coppa del capo", Halvdan che vive a
Östbyn, in realtà avrebbe seguito suo padre sulla rotta del viaggio di conquista dei vichinghi, ma un grave infortunio al piede, lo costringe a rimanere in questo villaggio, nella dimora del fabbro Björn.
Halvdan è piccolo di statura e gracile, zoppica a causa dell'incidente subito da piccolo ma è un talento a comporre poesie. Questa la sua arma per far fronte alle tante situazioni, anche molto pericolose che si presentano lungo il suo cammino insieme alla sua amica Meia, nipote del capo villaggio, Ragnar.

 "Halvdan il vichingo" E' una serie di racconti che ben descrive la società dei vichinghi,  le loro tradizioni e costumi, rappresentate con estrema dovizia di particolari da Mats Vänehem, attraverso illustrazioni panoramiche e a tratti ironiche.


La popolazione vichinga viene identificata negli abitanti della Danimarca, della Norvegia, della Svezia settentrionale. Si trattava di tre popolazioni distinte, identificate in una. Avevano influenze germaniche e celtiche.
I vichinghi sono detti anche runii o runici, perchè utilizzavano le Rune. Si tratta di testi che richiamano le incisioni usate dagli Germani. Runa significa sussurrare. Si tratta dunque di massime che contengono dei significati di guida e di esempio per la popolazione vichinga.
Queste popolazioni fecero la loro comparsa attorno al 700 d.C. e furono il risultato di una fusione tra indoeuropei, celti e popoli orientali.
Nella Svezia meridionale abitavano i Gauti (Goti), di origine germanica-slava. La Finlandia era abitata dai Finni, mentre i paesi baltici dai Balti, di origine slava. A sud della Danimarca è presente la Sassonia, abitata dai Sassoni, la Frisia (Belgio e Olanda), il regno Franco, la regione degli Slavi (Polonia); più a sud si identificano i Bulgari .
La prima presenza vichinga registrata nei documenti storici è datata nel 795, quando alcuni soldati vichinghi assalirono il monastero di Lindisfarne, nella Gran Bretagna settentrionale, saccheggiandolo ed uccidendo alcuni monaci.
Circa l'etimologia della parola "vichingo" vi sono varie ipotesi, nessuna delle quali ha trovato riscontro. Il termine anglossassone wic e quello franco wik significano mercato e richiamano l'attività prevalente di questo popolo. Vik è anche il nome di una provincia norvegese, mentre con il termine vik si identifica la baia. Spesso compare la parola viking, termine riferito ad un'attività di pirateria.
I vari popoli chiamavano i vichinghi in vario modo: per i franchi, erano i normanni; per gli irlandesi erano i lochlannach; per i germani erano gli ascomanni; per gli slavi erano i ruotsi; gli arabi gli avevano dato l'appellativo di madjus.