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lunedì 27 marzo 2017

Saluti e baci


Dammi mille baci, poi cento poi mille altri, recita Catullo, se poi questi baci hanno il sapore di mandorle dolci, cioccolato e un sentore di arancia, ne chiederesti all'infinito.

Uno si chiederà se questo sia un blog di cucina, non in modo specifico ma al cibo sono legate delle storie e da italiana poi, la cucina rappresenta per me una bella cornice della mia quotidianità.

Come tutte le prelibatezze, anche questi dolcetti nascono dall'ingegno di chi è riuscito a trasformare quei pochi ingredienti ritrovati in dispensa, in piccoli prodigi, come la maggior parte dei piatti della nostra tradizione. Alcuni, diventati addirittura dei must della cucina italiana per merito di sviste, errori o per i pochi elementi racimolati in cucina.
Questo è il caso dei baci di dama, così chiamati per la forma simile a quella di due labbra che i due biscotti uniti dal cioccolato, conferiscono. Ma, considerata la grandezza pari a quella di una noce, da farteli assaporare in un sol boccone, il bacio potrebbe anche essere rappresentato dalla delicatezza dei sapori che si sprigionano amorevolmente in bocca.

Le origini di questi dolci sono piemontesi, intorno alla seconda metà dell'800, nati grazie alla creatività di un cuoco che, alla richiesta del re Vittorio Emanuele II di voler assaporare un nuovo dolce sfizioso, si adoperò a realizzarli con quello che aveva: mandorle, zucchero, burro, cioccolata e farina.

Gli ingredienti, infatti sono semplici da reperire, ma il procedimento richiede un po' di tempo e pazienza, ripagati sicuramente dai risultati.

Ho cercato tra le numerose ricette su internet che prevedono le stesse proporzioni per tutti gli ingredienti, mettendo giusto qualche grammo in meno di zucchero per esaltare meglio il sapore del cioccolato fondente, delle mandorle e di quel retrogusto d'arancia.

Cucinare mi rilassa molto e crea una bella atmosfera in famiglia, specie se ci sono dei bambini. E visto che mia figlia quest'anno a scuola è alle prese con le misure, suo è stato il compito di pesare i seguenti ingredienti:

150 g di  Farina
150 g di burro
150 g di mandorle 
150 g di cioccolato fondente 60% (La tradizione vuole quello gianduia)
110 g di zucchero semolato
La scorza grattugiata di un'arancia

Ho pelato le mandorle dopo averle messe in ammollo in acqua calda per circa 10 minuti, le ho asciugate con un panno e fatte tostare nel forno ventilato a 180° per circa 10 minuti.
Le ho frullate finemente insieme allo zucchero, finché non hanno raggiunto la consistenza di una farina.
A parte ho lavorato il burro ammorbidito con la farina e unito poi il composto di mandorle e zucchero, la buccia grattugiata di un'arancia, fino a quando l'impasto non è risultato liscio e omogeneo.
L'ho avvolto nella pellicola trasparente e riposto in frigo per un paio d'ore, come richiesto dal procedimento.
Dopo ho ripreso il panetto dal frigo, ho formato dei serpentelli del diametro di circa 2 cm, tagliandolo in segmenti anch'essi di 2 cm circa, formando tante piccole sfere, disposte sulla carta da forno, su vassoi che potessero entrare nel frigo, per riposare un'altra mezz'ora.
Ho trasferito le palline sul piatto da forno, l'ho posizionato nella parte centrale, scelto a 160°C°, modalità "statico". Ho atteso all'incirca 20 minuti, controllandole di tanto in tanto perché risultassero dorate. Durante la cottura, le palline assumono la forma di una calotta e, una volta raffreddate, è utile accoppiarle perché combacino bene.

Ho fuso il cioccolato a bagnomaria, l'ho lasciato raffreddare un po' perché diventasse bello denso da non far slittare le due semisfere e lasciare un bello strato tra di esse.
Una volta farciti, ho lasciato che il cioccolato si solidificasse (in frigo naturalmente si accelerano i tempi) e ho riposto i piccoli baci in un barattolo di vetro, pronti a deliziare il palato dei miei cari.

Saluti e BACI!



giovedì 28 luglio 2016

Parmigiana di melanzane che passione!

Come una preghiera, la parmigiana è quella che mi ha insegnato mio padre che ci metteva in fila a infarinare le melanzane e a passarle nell'uovo. Le friggeva, le faceva riposare, perché per lui cucinare era un piacevole rituale, lento, un'occasione per tenerci uniti, come ingredienti speciali che davano a questa pietanza un sapore unico. La mozzarella rigorosamente strizzata nello schiacciapatate era una prova di forza, a volte, servivano quattro manine. Poi strato dopo strato, edificavamo quello che sarebbe stato il piatto prelibato, conquistato, atteso... e consumato voracemente in pochi minuti, dopo una giornata passata a realizzarlo! 
Passo dopo passo, ripercorrerò tutte le fasi necessarie per realizzare questa prelibatezza che ha il sapore della mia infanzia come, immagino, di molti pugliesi.

Ingredienti:

- 5 melanzane di media grandezza
- 800g di pomodori pelati
- 1 cipolla
- 1 gambo di sedano
- 1 carota
- 300g di mozzarella
- 100g di pecorino
- 60 g di grana padano
- 3 uova
- 75gr di mortadella
- farina q.b
- Olio di semi di girasole 

1) Dopo aver lavato, sbucciato le melanzane, le ho affettate con cura e messe sotto sale, servendomi di uno scolapasta, dove ho stratificato le fette cosparse di sale.
Nel frattempo, ho preparato il sugo.
Ho tagliato finemente la cipolla insieme alla carota e al sedano, li ho leggermente soffritti per ammorbidirli, ho versato i pomodori pelati, aggiungendo tanta acqua quanto la capienza del barattolo.
Dopo circa 45 minuti, ho passato il tutto e ho tenuto il sugo da parte.
Successivamente, ho lavato velocemente le melanzane in salamonia e le ho asciugate.
2) Ho riempito un sacchetto con la farina e infarinato le melanzane a gruppetti, scuotendole insieme.
3) Ho sbattuto 3 uova per passarci dentro le melanzane, sistemando un piatto largo con uno di diametro inferiore capovolto sopra per permettere di raccogliere il liquido in eccesso.
4) Ho fritto le fette di melanzana precedentemente infarinate e passate nell'uovo, le ho riposte sulla carta assorbente e ho riunito tutti gli ingredienti per l'assemblaggio.
Ho strizzato la mozzarella con lo schiacciapatate, ho mischiato il pecorino col grana, preso le fette di mortadella e il sugo preparato in precedenza.
Ho distribuito gli ingredienti su ciascuno strato di melanzane, avendo l'accortezza di irrorarlo con la salsa tenuta da parte, più liquida del solito. 
Arrivata all'ultimo strato, ho aggiunto il sugo restante e l'ho cosparso di formaggio grattugiato.
Pronta per essere infornata a 180 C° per circa 45 minuti